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Etruschi e Veneti: un Viaggio tra Acque e Civiltà Antiche

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Etruschi e Veneti: un Viaggio tra Acque e Civiltà Antiche

Acque Sacre, Ponti tra Popoli: Etruschi e Veneti nell'Italia AnticaPalazzo Ducale di Venezia si appresta ad accogliere un'esposizione di straordinaria rilevanza, "Etruschi e Veneti.
Acque, culti e santuari," un viaggio affascinante nel cuore dell'Italia preromana.

Attraverso un corredo di 750 reperti, molti dei quali fruibili al pubblico per la prima volta, la mostra intende ricostruire il complesso e profondo rapporto che legava le civiltà etrusca e veneta, rivelando un tessuto di scambi culturali, religiosi e commerciali che ha plasmato la penisola millenni fa.
L'iniziativa, promossa dai Musei Civici di Venezia con il sostegno dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici e la collaborazione della Fondazione Luigi Rovati, si configura come un esempio emblematico di sinergia istituzionale.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha sottolineato come la mostra incarni la visione di un patrimonio culturale valorizzato attraverso la cooperazione tra enti pubblici e privati, riconoscendo il ruolo cruciale degli archeologi, spesso operanti in condizioni di precarietà , ma indispensabili per recuperare e interpretare il passato.
La mostra non si limita a presentare un insieme di manufatti, seppur di inestimabile valore.
Si propone come un racconto stratificato, un'indagine che colloca i reperti nel loro contesto storico e religioso, restituendo all'archeologia la sua dimensione più autentica.
Al centro dell'esposizione vi è l'acqua, elemento vitale e sacro, vettore di comunicazione e fulcro di ritualità condivise tra etruschi e veneti.
Le acque non erano semplici risorse, ma portatrici di significati simbolici profondi, collegando santuari, comunità e popoli.
La scelta di Venezia come sede espositiva è tutt'altro che casuale.
Città di secolare vocazione commerciale e crocevia di culture diverse, Venezia incarna lo spirito di incontro e di scambio che ha caratterizzato l'Italia antica.
Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha enfatizzato come la mostra celebri la capacità di una civiltà di costruire ponti tra popoli diversi, pur riconoscendo e valorizzando le specificità di ciascuno.

La curatrice dell'esposizione, Chiara Squarcina, insieme a Margherita Tirelli, ha guidato un team di esperti che hanno setacciato i risultati di scavi recenti e revisionato la conoscenza consolidata.
L'esposizione si articola in due sezioni principali: "Gli Etruschi e il sacro" e "I Veneti e il sacro," focalizzandosi sull'interpretazione del ruolo dell'acqua nei rituali e nelle credenze di queste due popolazioni.
Tra i reperti più significativi, spicca la Testa di Leucothea da Pyrgi, un'opera scultorea che testimonia la devozione alla dea del mare, un nucleo di bronzi eccezionali provenienti da San Casciano dei Bagni, testimonianza di pratiche curative e votive, e il disco bronzeo di Montebelluna, un importante documento linguistico e storico.

L'iniziativa culminerà con una mostra complementare presso la Fondazione Luigi Rovati di Milano, ampliando la prospettiva e offrendo un'ulteriore approfondimento sui temi trattati.

Il ministro della Cultura ha ribadito l'impegno del Ministero a promuovere la tutela del patrimonio culturale italiano, sottolineando il ruolo attivo dei musei non come semplici depositari di opere d'arte, ma come centri di ricerca, divulgazione e servizio alla comunità .

La mostra "Etruschi e Veneti" si presenta quindi come un'occasione imperdibile per riscoprire le radici della nostra identità culturale, comprendendo come il dialogo tra popoli diversi, l'acqua come elemento di connessione e il rispetto per le tradizioni millenarie possano contribuire a costruire un futuro più consapevole e ricco di significato.