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Alice Rohrwacher: talento, sguardo poetico e cinema muto

Cultura

Alice Rohrwacher: talento, sguardo poetico e cinema muto

Alice Rohrwacher, figura di spicco nel panorama cinematografico contemporaneo, incarna una rara combinazione di talento narrativo, acume visivo e fervore sperimentale.

La sua opera, costellata di riconoscimenti internazionali ' da "Le meraviglie" a "Lazzaro felice", fino all'ultimo "La chimera" ' non si limita ad intrattenere, ma interroga profondamente la realtà , con uno sguardo originale e spesso poetico.

A soli quarantacinque anni, l'assegnazione dell'European Achievement in World Cinema agli European Film Awards a Berlino testimonia l'impatto globale del suo lavoro, celebrato per la capacità di cogliere l'umanità nelle pieghe dell'ordinario, elevando personaggi marginali e situazioni quotidiane a simboli universali.
L'incontro stampa con il suo fidato produttore, Carlo Cresto-Dina, ha offerto uno sguardo privilegiato sul percorso artistico di Rohrwacher, un viaggio che si snoda tra ricordi d'infanzia, memorie familiari e una visione del futuro intrisa di malinconia e possibilità .
La regista ha rivelato come il cinema muto, con la sua economia di mezzi e la forza evocativa delle immagini, rappresenti oggi un'ispirazione fondamentale, un ritorno a un linguaggio essenziale che permette di superare le barriere linguistiche e culturali.
Rohrwacher non concepisce il cinema come mero intrattenimento, ma come strumento di indagine, un modo per sondare le contraddizioni del mondo e per restituire voce a chi altrimenti non l'avrebbe.
Il suo sguardo si concentra spesso sulle figure periferiche, sui lavoratori dei campi, sui cercatori di tesori, individui che vivono al confine tra la realtà e la leggenda, incarnando una resistenza silenziosa di fronte alla precarietà e alla perdita.
Il rapporto con la terra, con il lavoro manuale e con le tradizioni popolari è un elemento ricorrente nella sua filmografia, inteso non come un'idealizzazione nostalgica del passato, ma come un modo per comprendere le radici del presente e per interrogarsi sul futuro.
I suoi personaggi sono spesso immersi in paesaggi suggestivi, dai campi di grano ai borghi abbandonati, luoghi che diventano essi stessi protagonisti della narrazione, testimoni silenziosi di storie di vita e di morte.

La chimica con Carlo Cresto-Dina, produttore sensibile e co-sceneggiatore, si rivela cruciale per la realizzazione dei suoi progetti, un sodalizio artistico che permette alla regista di perseguire la propria visione con libertà e coerenza.
La loro collaborazione è un esempio di come la fiducia reciproca e la condivisione di valori possano portare alla creazione di opere significative e durature.
Il futuro cinematografico di Rohrwacher, evocato come un film muto, promette di continuare a sorprendere e a commuovere, confermando il suo ruolo di voce originale e imprescindibile nel panorama del cinema contemporaneo.