Lombardia
Arrigo Vecchioni: nasce una fondazione per abbattere lo stigma.
La perdita di Arrigo Vecchioni, strappato alla vita a soli 17 anni, ha dato origine alla Fondazione Vecchioni, un'iniziativa nata da un dolore profondo e dalla ferma volontà di Roberto Vecchioni, Daria Colombo e della loro famiglia.
Più che una risposta al lutto, si configura come un imperativo etico e sociale: smantellare il muro dello stigma che ancora avvolge la malattia mentale e offrire un solido sostegno a coloro che ne sono direttamente colpiti, in particolare le famiglie.
La testimonianza di Roberto Vecchioni, commossa e densa di significato, ha delineato il percorso di Arrigo, segnato da una battaglia incessante contro un disturbo mentale.
La fondazione rappresenta un tentativo di convertire l'esperienza traumatica in un impegno concreto, una piattaforma per amplificare le voci soffocate dal silenzio e dalla vergogna.
Daria Colombo, presidente della fondazione, ha sottolineato con lucidità come la vergogna stessa possa rivelarsi letale, alimentando un senso di isolamento e disperazione.
I dati a supporto sono allarmanti: un adolescente su sette convive con una malattia mentale, una statistica che si colloca in un contesto europeo dove oltre 11 milioni di persone affrontano disturbi mentali, con un'incidenza significativa tra i giovani.
L'emergenza post-Covid ha ulteriormente esacerbato la situazione, con un incremento drammatico degli intenti suicidiari e dei disturbi neuropsichiatrici, in particolare in Lombardia.
La strategia della Fondazione Vecchioni si articola in diverse direzioni.
Oltre alle campagne di sensibilizzazione e agli incontri nelle scuole, mirati a promuovere una cultura della comprensione e dell'accoglienza, si prevede un evento di grande risonanza: un concertone in Piazza Duomo il 15 maggio, realizzato in collaborazione con il Comune di Milano e Radio Italia.
Questo momento di aggregazione musicale si vuole trasformare in un'opportunità per affrontare apertamente il tema della malattia mentale, abbattendo pregiudizi e promuovendo il dialogo.
Un aspetto cruciale dell'azione della fondazione è la creazione di una rete di supporto, coordinando le risorse e le competenze di diverse realtà attive nel campo della salute mentale.
Francesca Vecchioni, attraverso la sua esperienza alla guida della Fondazione Diversity, si è impegnata a facilitare la collaborazione tra associazioni come Telefono Amico, Progetto Itaca e Intesa Sanpaolo, creando un sistema di aiuto integrato e accessibile.
L'appello del Sindaco Giuseppe Sala a tutti i presenti, a condividere l'impegno e a contribuire attivamente alla causa, conclude il quadro di una fondazione che non si limita a fornire assistenza, ma si propone di generare un cambiamento culturale profondo, un futuro in cui la malattia mentale non sia più fonte di vergogna, ma oggetto di cura, comprensione e solidarietà .
La Fondazione Vecchioni vuole essere un faro di speranza, un punto di riferimento per chi soffre e per chi vuole aiutare.
Più che una risposta al lutto, si configura come un imperativo etico e sociale: smantellare il muro dello stigma che ancora avvolge la malattia mentale e offrire un solido sostegno a coloro che ne sono direttamente colpiti, in particolare le famiglie.
La testimonianza di Roberto Vecchioni, commossa e densa di significato, ha delineato il percorso di Arrigo, segnato da una battaglia incessante contro un disturbo mentale.
La fondazione rappresenta un tentativo di convertire l'esperienza traumatica in un impegno concreto, una piattaforma per amplificare le voci soffocate dal silenzio e dalla vergogna.
Daria Colombo, presidente della fondazione, ha sottolineato con lucidità come la vergogna stessa possa rivelarsi letale, alimentando un senso di isolamento e disperazione.
I dati a supporto sono allarmanti: un adolescente su sette convive con una malattia mentale, una statistica che si colloca in un contesto europeo dove oltre 11 milioni di persone affrontano disturbi mentali, con un'incidenza significativa tra i giovani.
L'emergenza post-Covid ha ulteriormente esacerbato la situazione, con un incremento drammatico degli intenti suicidiari e dei disturbi neuropsichiatrici, in particolare in Lombardia.
La strategia della Fondazione Vecchioni si articola in diverse direzioni.
Oltre alle campagne di sensibilizzazione e agli incontri nelle scuole, mirati a promuovere una cultura della comprensione e dell'accoglienza, si prevede un evento di grande risonanza: un concertone in Piazza Duomo il 15 maggio, realizzato in collaborazione con il Comune di Milano e Radio Italia.
Questo momento di aggregazione musicale si vuole trasformare in un'opportunità per affrontare apertamente il tema della malattia mentale, abbattendo pregiudizi e promuovendo il dialogo.
Un aspetto cruciale dell'azione della fondazione è la creazione di una rete di supporto, coordinando le risorse e le competenze di diverse realtà attive nel campo della salute mentale.
Francesca Vecchioni, attraverso la sua esperienza alla guida della Fondazione Diversity, si è impegnata a facilitare la collaborazione tra associazioni come Telefono Amico, Progetto Itaca e Intesa Sanpaolo, creando un sistema di aiuto integrato e accessibile.
L'appello del Sindaco Giuseppe Sala a tutti i presenti, a condividere l'impegno e a contribuire attivamente alla causa, conclude il quadro di una fondazione che non si limita a fornire assistenza, ma si propone di generare un cambiamento culturale profondo, un futuro in cui la malattia mentale non sia più fonte di vergogna, ma oggetto di cura, comprensione e solidarietà .
La Fondazione Vecchioni vuole essere un faro di speranza, un punto di riferimento per chi soffre e per chi vuole aiutare.