Cronaca
Maestro arrestato a Milano: richiesta di condanna a 10 anni per abusi su bambine
Nel processo con rito abbreviato che scuote la comunità milanese, la Procura, rappresentata dalla sostituta Alessia Menegazzo, ha avanzato una richiesta di condanna a dieci anni e quattro mesi di reclusione nei confronti di un quarantacinquenne, maestro di musica e precedentemente impiegato in una scuola elementare del capoluogo lombardo.
L'uomo è accusato di violenza sessuale aggravata e adescamento di sette alunne, tutte di età inferiore alla decima.
L'arresto del maestro, avvenuto in flagranza di reato il 10 febbraio 2025, è stato reso possibile da un'operazione complessa condotta dal Nucleo Tutela Donne e Minori della Polizia Locale.
La presenza di microcamere, strategicamente posizionate all'interno della scuola, ha fornito la prova inequivocabile delle azioni illecite.
Immediatamente dopo l'arresto, la giudice Alessandra Di Fazio ha disposto la custodia cautelare in carcere, dove l'indagato permane tuttora.
Le indagini, avviate a seguito di una segnalazione urgente da parte della dirigente scolastica il 10 gennaio dell'anno precedente, hanno subito una progressiva estensione.
Al di là delle prime vittime identificate, sono state ascoltate altre presunte vittime in audizioni protette, al fine di tutelare la loro vulnerabilità e assicurare la massima accuratezza testimoniale.
Incidenti probatori hanno contribuito a ricostruire la dinamica degli eventi e a raccogliere elementi di prova significativi.
Dalle acquisizioni processuali emerge un quadro allarmante.
L'uomo, oltre ai reati di violenza sessuale, è accusato di aver esercitato pressioni psicologiche e ricatti sulle bambine, minacciandole con la bocciatura qualora non avesse ottemperato alle sue richieste.
Le aggressioni si sarebbero consumate in luoghi diversi all'interno dell'edificio scolastico, spaziando da aule disabitate a ripostigli, talvolta in presenza di altri alunni.
Questo dettaglio sottolinea l'abuso di potere e la profonda trasgressione dei doveri professionali da parte dell'insegnante.
La richiesta di condanna avanzata dalla Procura si configura come una risposta rigorosa nei confronti di un comportamento che ha gravemente compromesso l'innocenza e la sicurezza di minori.
La sentenza del giudice per le udienze preliminari Domenico Santoro è prevista per il 5 febbraio, e si preannuncia un momento cruciale per la giustizia e per la ripresa della comunità colpita da questo evento traumatico.
Il processo solleva, inoltre, interrogativi fondamentali sulla necessità di rafforzare i controlli e la formazione del personale scolastico, nonchà© di promuovere una cultura della segnalazione e della protezione dei minori, affinchà© simili tragedie non si ripetano.
L'episodio impone una riflessione più ampia sul ruolo della scuola come luogo sicuro e protettivo per i bambini, e sulla responsabilità condivisa di adulti e istituzioni nel garantire questo diritto fondamentale.
L'uomo è accusato di violenza sessuale aggravata e adescamento di sette alunne, tutte di età inferiore alla decima.
L'arresto del maestro, avvenuto in flagranza di reato il 10 febbraio 2025, è stato reso possibile da un'operazione complessa condotta dal Nucleo Tutela Donne e Minori della Polizia Locale.
La presenza di microcamere, strategicamente posizionate all'interno della scuola, ha fornito la prova inequivocabile delle azioni illecite.
Immediatamente dopo l'arresto, la giudice Alessandra Di Fazio ha disposto la custodia cautelare in carcere, dove l'indagato permane tuttora.
Le indagini, avviate a seguito di una segnalazione urgente da parte della dirigente scolastica il 10 gennaio dell'anno precedente, hanno subito una progressiva estensione.
Al di là delle prime vittime identificate, sono state ascoltate altre presunte vittime in audizioni protette, al fine di tutelare la loro vulnerabilità e assicurare la massima accuratezza testimoniale.
Incidenti probatori hanno contribuito a ricostruire la dinamica degli eventi e a raccogliere elementi di prova significativi.
Dalle acquisizioni processuali emerge un quadro allarmante.
L'uomo, oltre ai reati di violenza sessuale, è accusato di aver esercitato pressioni psicologiche e ricatti sulle bambine, minacciandole con la bocciatura qualora non avesse ottemperato alle sue richieste.
Le aggressioni si sarebbero consumate in luoghi diversi all'interno dell'edificio scolastico, spaziando da aule disabitate a ripostigli, talvolta in presenza di altri alunni.
Questo dettaglio sottolinea l'abuso di potere e la profonda trasgressione dei doveri professionali da parte dell'insegnante.
La richiesta di condanna avanzata dalla Procura si configura come una risposta rigorosa nei confronti di un comportamento che ha gravemente compromesso l'innocenza e la sicurezza di minori.
La sentenza del giudice per le udienze preliminari Domenico Santoro è prevista per il 5 febbraio, e si preannuncia un momento cruciale per la giustizia e per la ripresa della comunità colpita da questo evento traumatico.
Il processo solleva, inoltre, interrogativi fondamentali sulla necessità di rafforzare i controlli e la formazione del personale scolastico, nonchà© di promuovere una cultura della segnalazione e della protezione dei minori, affinchà© simili tragedie non si ripetano.
L'episodio impone una riflessione più ampia sul ruolo della scuola come luogo sicuro e protettivo per i bambini, e sulla responsabilità condivisa di adulti e istituzioni nel garantire questo diritto fondamentale.