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Davide Lacerenza: redenzione e appello per la sicurezza nei locali

Lombardia

Davide Lacerenza: redenzione e appello per la sicurezza nei locali

La vicenda di Davide Lacerenza, figura controversa legata al mondo del jet-set milanese e precedentemente coinvolto in un'inchiesta giudiziaria per presunti reati di natura sessuale e di spaccio, si articola ora in una parabola di rimorso e di impegno per la sicurezza, nata dalle ceneri di una notte di festa dai toni discutibili.
Il riferimento è alla nottata a Lainate, un evento che, nonostante la tragica memoria del rogo di Capodanno a Crans-Montana, si è concretizzato con l'utilizzo di fuochi d'artificio e candele pirotecniche, sollevando un'ondata di critiche sui social media.
Lacerenza, precedentemente legato sentimentalmente a Stefania Nobile, figlia della celebre manager Wanna Marchi, ha scelto di trasformare il suo percorso giudiziario, culminato con un patteggiamento, in un'opportunità per sensibilizzare l'opinione pubblica, ottenendo la misura alternativa al carcere tramite l'affidamento ai servizi sociali.
La sua iniziativa, che si manifesta attraverso un video divulgato su Instagram, assume una connotazione inaspettata: spegnere un candelotto pirotecnico in una tazza d'acqua, per poi sottolineare la persistenza del pericolo anche dopo l'apparente neutralizzazione.
Il suo appello è duplice e rivolto a due categorie ben distinte: i giovani frequentatori di locali notturni e i gestori degli stessi.
Il primo è esortato a evitare i luoghi dove vengono utilizzati questi dispositivi, mentre il secondo è invitato ad abbracciare un cambiamento radicale, abbandonando le tradizionali candele pirotecniche a favore di alternative più sicure, come le luci a LED.
Lacerenza, consapevole del suo passato e del giudizio che ne consegue, suggerisce persino una sorta di “sfida” per i locali meno noti: adottare le misure di sicurezza proposte e condividere pubblicamente l'impegno, ricevendo in cambio visibilità e promozione.
Questo gesto, apparentemente spontaneo, rivela una volontà di redenzione, un tentativo di concretizzare la responsabilità individuale in un impegno sociale.
Lacerenza sembra comprendere che la sicurezza non è solo una questione di regolamenti e controlli, ma soprattutto di consapevolezza e di cambiamento culturale.
La sua voce, un tempo associata a un mondo di eccessi e di controversie, si fa ora portavoce di un messaggio di responsabilità , auspicando un futuro in cui il divertimento non debba essere offuscato dalla paura e dal pericolo.

La sua iniziativa, pur nata da una specifica vicenda personale, si proietta verso un obiettivo più ampio: contribuire a creare un ambiente di intrattenimento più sicuro e consapevole per tutti.

L'appello finale, diretto e passionale, è un invito a liberarsi di “queste cavolo di fiammelle”, simbolo di un'era di superficialità e di rischi inutili.