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Terremoto nel Canavese: scossa di magnitudo 1.7
Un tremito sismico di magnitudo 1.7 ML ha interessato il Canavese nel primo pomeriggio del 22 gennaio 2026, stimolando l'attenzione delle autorità e dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
L'evento, localizzato con precisione dalla Sala Sismica di Roma alle ore 14:23, ha avuto il suo epicentro a circa un chilometro a nord-ovest di Rueglio, un comune incastonato tra le colline piemontesi.
La localizzazione geografica del sisma, con coordinate latitudinali di 45.4753° e longitudinali di 7.7467°, rivela la sua collocazione in una zona geologicamente attiva, sebbene generalmente caratterizzata da sismicità di bassa intensità .
La profondità focale, pari a circa 9 chilometri, suggerisce che l'evento si è verificato in una fascia di crosta terrestre intermedia, contribuendo alla sua rilevabilità e potenziale avvertibilità .
Sebbene di magnitudo modesta, il terremoto ha avuto la capacità di generare vibrazioni percepibili da una porzione della popolazione locale, soprattutto nelle aree più elevate e nelle strutture edilizie non progettate per resistere a sollecitazioni sismiche, seppur minime.
L'avvertimento, benchà© transitorio e di lieve entità , sottolinea l'importanza di una costante vigilanza e di una comprensione dei fenomeni tettonici che modellano il territorio.
La tempestività della risposta dell'INGV, con la pubblicazione immediata dei dati sismici, testimonia l'efficacia del sistema di monitoraggio nazionale e la sua capacità di fornire informazioni cruciali per la valutazione del rischio e la gestione delle emergenze.
L'assenza di danni a persone o cose, fortunatamente, conferma la natura non distruttiva dell'evento, ma non diminuisce l'opportunità di riflettere sulla vulnerabilità del territorio e sull'importanza di interventi di mitigazione del rischio sismico, che includono l'adeguamento sismico delle strutture esistenti e la progettazione antisismica degli edifici nuovi.
La comprensione dei meccanismi tettonici che operano nella regione, legati alla complessa interazione tra le placche continentali, rimane un aspetto fondamentale per una corretta valutazione della pericolosità sismica e per la pianificazione di strategie di prevenzione efficaci.
L'evento, localizzato con precisione dalla Sala Sismica di Roma alle ore 14:23, ha avuto il suo epicentro a circa un chilometro a nord-ovest di Rueglio, un comune incastonato tra le colline piemontesi.
La localizzazione geografica del sisma, con coordinate latitudinali di 45.4753° e longitudinali di 7.7467°, rivela la sua collocazione in una zona geologicamente attiva, sebbene generalmente caratterizzata da sismicità di bassa intensità .
La profondità focale, pari a circa 9 chilometri, suggerisce che l'evento si è verificato in una fascia di crosta terrestre intermedia, contribuendo alla sua rilevabilità e potenziale avvertibilità .
Sebbene di magnitudo modesta, il terremoto ha avuto la capacità di generare vibrazioni percepibili da una porzione della popolazione locale, soprattutto nelle aree più elevate e nelle strutture edilizie non progettate per resistere a sollecitazioni sismiche, seppur minime.
L'avvertimento, benchà© transitorio e di lieve entità , sottolinea l'importanza di una costante vigilanza e di una comprensione dei fenomeni tettonici che modellano il territorio.
La tempestività della risposta dell'INGV, con la pubblicazione immediata dei dati sismici, testimonia l'efficacia del sistema di monitoraggio nazionale e la sua capacità di fornire informazioni cruciali per la valutazione del rischio e la gestione delle emergenze.
L'assenza di danni a persone o cose, fortunatamente, conferma la natura non distruttiva dell'evento, ma non diminuisce l'opportunità di riflettere sulla vulnerabilità del territorio e sull'importanza di interventi di mitigazione del rischio sismico, che includono l'adeguamento sismico delle strutture esistenti e la progettazione antisismica degli edifici nuovi.
La comprensione dei meccanismi tettonici che operano nella regione, legati alla complessa interazione tra le placche continentali, rimane un aspetto fondamentale per una corretta valutazione della pericolosità sismica e per la pianificazione di strategie di prevenzione efficaci.