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Torino Università: Studenti in Protests contro Askatasuna

Piemonte

Torino Università: Studenti in Protests contro Askatasuna

Un clima di crescente tensione ha animato il rettorato dell'Università di Torino, dove una delegazione di studenti del collettivo Fuan-Azione Universitaria ha espresso formale dissenso nei confronti della decisione amministrativa che ha concesso l'utilizzo di un'aula del Campus Einaudi per un evento organizzato da Askatasuna, un centro sociale precedentemente sgomberato.
La protesta, che ha visto la partecipazione di circa dieci studenti, solleva interrogativi più ampi sulla gestione degli spazi universitari, l'equilibrio tra libertà di espressione e sicurezza, e la rappresentatività degli studenti all'interno dell'ateneo.

I manifestanti non hanno negato la difficoltà della situazione che coinvolge il centro sociale Askatasuna, evidenziando una possibile delusione legata a precedenti dinamiche politiche e alle aspettative disattese derivanti da una presunta vicinanza al Partito Democratico.
Tuttavia, il punto dolente, secondo i membri di Fuan, risiede nel ruolo che l'Università , come istituzione pubblica, sembra assumere nel processo di elaborazione di un lutto collettivo.

Concedere uno spazio universitario per un evento di questo tipo, sostengono, finisce per legittimare e amplificare dinamiche politiche complesse e potenzialmente destabilizzanti.
Lo striscione esposto, recante la dicitura "UniTo ostaggio degli 'Antifa' traditi dal Pd", riflette un sentimento di frustrazione e di preoccupazione per una presunta deriva ideologica che influenzerebbe le decisioni amministrative dell'ateneo.

Durante l'incontro con il prorettore Gianluca Cuniberti, i rappresentanti di Fuan hanno espresso la volontà di uscire da un sistema che percepiscono come compromesso e poco attento alle reali esigenze della comunità studentesca.
Hanno richiamato i risultati delle recenti elezioni al Campus Einaudi, dove la lista Fuan ha ottenuto un sostegno più ampio rispetto alle cosiddette "quatto liste" associate ai centri sociali.
Al di là della polemica, la delegazione ha espresso apprezzamento per una proposta avanzata dal prorettore Cuniberti, consistente nell'impegno a concedere l'utilizzo degli spazi universitari solo a coloro che sottoscrivano una dichiarazione vincolante in cui si garantisce la tutela della libertà di espressione di tutte le liste studentesche, inclusa quella di Fuan.
Questa proposta, se accolta, potrebbe rappresentare un passo verso una gestione più equa e trasparente degli spazi universitari, contribuendo a creare un ambiente più inclusivo e rispettoso delle diverse sensibilità politiche presenti all'interno dell'ateneo.
L'episodio solleva, in definitiva, una riflessione cruciale sul ruolo dell'università come luogo di confronto e dibattito, e sulla necessità di bilanciare la libertà di espressione con la garanzia di un ambiente sicuro e rispettoso per tutti gli studenti.