Cronaca
IA nella Difesa Civica: Genova all'Avanguardia per l'Etica
Genova, fulcro di un'iniziativa pionieristica per la governance etica dell'Intelligenza Artificiale nella Difesa CivicaIn un contesto globale caratterizzato da una rapida e pervasiva integrazione dell'Intelligenza Artificiale (IA) in svariati settori, la Liguria si propone come regione all'avanguardia nell'affrontare le complesse implicazioni etiche e operative di questa tecnologia, in particolare nel delicato ambito della difesa civica.
La prossima primavera vedrà la nascita di un coordinamento nazionale dedicato all'IA applicata a questa cruciale funzione, un'iniziativa annunciata dal Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, Stefano Balleari, durante il convegno “Trasparenza, Difensori Civici, Accesso Pubblico e Intelligenza Artificialeâ€.
L'annuncio ha ricevuto l'adesione entusiastica di Marino Fardelli, coordinatore nazionale dei difensori civici delle regioni, a testimonianza di un consenso diffuso sulla necessità di strutturare un approccio ponderato e responsabile all'utilizzo dell'IA nel settore pubblico.
La creazione di questa struttura si configura come un passo fondamentale per garantire che l'IA non sia un mero strumento tecnologico, ma un vero e proprio supporto alle decisioni umane, nel rispetto dei principi di trasparenza, accountability e tutela dei diritti fondamentali.
Il coordinamento nazionale, che si riunirà probabilmente tra marzo e aprile in stretta collaborazione con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative, si prefigge di definire linee guida e protocolli operativi per l'applicazione etica e efficiente dell'IA.
L'obiettivo primario è quello di mitigare i rischi connessi all'automazione decisionale, assicurando che le scelte strategiche rimangano saldamente nelle mani degli operatori umani, i quali ne mantengono la piena responsabilità .
Il difensore civico ligure, Francesco Cozzi, ha sottolineato l'urgenza di un'analisi approfondita delle potenzialità dell'IA, focalizzandosi sulla sua capacità di identificare priorità , incrociare dati provenienti da diverse aree ' sanità , urbanistica, economia ' e ottimizzare l'allocazione delle risorse.
Tuttavia, Cozzi ha anche evidenziato una sfida cruciale: la necessità di demistificare il funzionamento degli algoritmi, rendendo trasparenti i processi decisionali e gli atti che ne derivano.
La "black box" dell'IA non puಠessere tollerata in un contesto in cui si tratta di tutelare l'interesse pubblico.
Le sollecitazioni per un'evoluzione della legge 132 del 2025, prima legislazione italiana a confrontarsi con la governance dell'IA, provenienti dall'ordine degli avvocati, riflettono una crescente consapevolezza della necessità di un quadro normativo solido e aggiornato, capace di rispondere alle rapide evoluzioni tecnologiche.
Un elemento chiave, portato alla luce dagli esperti del settore, è la necessità di comprendere che l'IA, nella sua attuale forma, non possiede una vera e propria intelligenza.
Essa opera sulla base di classificazioni, comparazioni e modelli predittivi, senza la capacità di distinguere intrinsecamente il vero dal falso.
Questa limitazione sottolinea l'importanza di un controllo umano costante e di una valutazione critica dei risultati prodotti dall'IA.
L'iniziativa ligure si inserisce in un dibattito nazionale e internazionale sempre più acceso sulla necessità di un approccio responsabile all'IA, che promuova l'innovazione tecnologica senza compromettere i valori democratici e i diritti civili.
La creazione di questo coordinamento nazionale rappresenta un passo avanti significativo verso la realizzazione di un futuro in cui l'IA sia al servizio dell'uomo e della collettività , garantendo una difesa civica più efficace, trasparente ed equa.
La prossima primavera vedrà la nascita di un coordinamento nazionale dedicato all'IA applicata a questa cruciale funzione, un'iniziativa annunciata dal Presidente del Consiglio Regionale della Liguria, Stefano Balleari, durante il convegno “Trasparenza, Difensori Civici, Accesso Pubblico e Intelligenza Artificialeâ€.
L'annuncio ha ricevuto l'adesione entusiastica di Marino Fardelli, coordinatore nazionale dei difensori civici delle regioni, a testimonianza di un consenso diffuso sulla necessità di strutturare un approccio ponderato e responsabile all'utilizzo dell'IA nel settore pubblico.
La creazione di questa struttura si configura come un passo fondamentale per garantire che l'IA non sia un mero strumento tecnologico, ma un vero e proprio supporto alle decisioni umane, nel rispetto dei principi di trasparenza, accountability e tutela dei diritti fondamentali.
Il coordinamento nazionale, che si riunirà probabilmente tra marzo e aprile in stretta collaborazione con la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee Legislative, si prefigge di definire linee guida e protocolli operativi per l'applicazione etica e efficiente dell'IA.
L'obiettivo primario è quello di mitigare i rischi connessi all'automazione decisionale, assicurando che le scelte strategiche rimangano saldamente nelle mani degli operatori umani, i quali ne mantengono la piena responsabilità .
Il difensore civico ligure, Francesco Cozzi, ha sottolineato l'urgenza di un'analisi approfondita delle potenzialità dell'IA, focalizzandosi sulla sua capacità di identificare priorità , incrociare dati provenienti da diverse aree ' sanità , urbanistica, economia ' e ottimizzare l'allocazione delle risorse.
Tuttavia, Cozzi ha anche evidenziato una sfida cruciale: la necessità di demistificare il funzionamento degli algoritmi, rendendo trasparenti i processi decisionali e gli atti che ne derivano.
La "black box" dell'IA non puಠessere tollerata in un contesto in cui si tratta di tutelare l'interesse pubblico.
Le sollecitazioni per un'evoluzione della legge 132 del 2025, prima legislazione italiana a confrontarsi con la governance dell'IA, provenienti dall'ordine degli avvocati, riflettono una crescente consapevolezza della necessità di un quadro normativo solido e aggiornato, capace di rispondere alle rapide evoluzioni tecnologiche.
Un elemento chiave, portato alla luce dagli esperti del settore, è la necessità di comprendere che l'IA, nella sua attuale forma, non possiede una vera e propria intelligenza.
Essa opera sulla base di classificazioni, comparazioni e modelli predittivi, senza la capacità di distinguere intrinsecamente il vero dal falso.
Questa limitazione sottolinea l'importanza di un controllo umano costante e di una valutazione critica dei risultati prodotti dall'IA.
L'iniziativa ligure si inserisce in un dibattito nazionale e internazionale sempre più acceso sulla necessità di un approccio responsabile all'IA, che promuova l'innovazione tecnologica senza compromettere i valori democratici e i diritti civili.
La creazione di questo coordinamento nazionale rappresenta un passo avanti significativo verso la realizzazione di un futuro in cui l'IA sia al servizio dell'uomo e della collettività , garantendo una difesa civica più efficace, trasparente ed equa.