Cronaca
Genova dice NO: nasce un comitato per difendere Costituzione e giustizia.
Un ampio fronte civico si è costituito a Genova per contrastare il referendum costituzionale sulla giustizia, dando vita al comitato "Società civile per il NO".
L'evento inaugurale, tenutosi presso la Camera del Lavoro, ha visto l'adesione di un significativo numero di organizzazioni e associazioni, testimoniando un diffuso allarme rispetto alle implicazioni della riforma.
Tra i soggetti promotori figurano CGIL Genova, l'ANPI, ARCI, Udu, il Tavolo per il NO all'Autonomia Differenziata, Auser, Libera, la Rete Studenti Medi, UDI, Giuristi Democratici, Legambiente Liguria, Acli Liguria e il Coordinamento Democrazia Costituzionale, evidenziando un ampio spettro di sensibilità politiche e sociali unite nella stessa opposizione.
Il comitato genovese rappresenta la declinazione locale di un'iniziativa nazionale, nata a Roma lo scorso dicembre, che ha immediatamente raccolto un vasto consenso.
Lo slogan scelto ' "Vota NO per difendere giustizia, Costituzione, democrazia" ' incarna la visione del comitato e guida la campagna referendaria in corso.
La critica centrale mossa al provvedimento di riforma si concentra sulla sua inefficacia nell'affrontare le criticità del sistema giudiziario italiano, aggravando al contempo potenziali squilibri istituzionali.
Il comitato sostiene che la riforma, lungi dal risolvere problemi strutturali come i tempi eccessivi dei processi, la carenza di risorse umane e la disomogeneità territoriale dell'applicazione della legge, rischia di generare costi di gestione triplicati senza apportare benefici tangibili.
Oltre alle critiche economiche, il comitato esprime profonda preoccupazione per l'erosione dei principi fondamentali che sorreggono il sistema democratico.
In particolare, si evidenzia il rischio di compromettere il delicato equilibrio dei poteri ' legislativo, esecutivo e giudiziario ' che costituisce la garanzia di indipendenza e imparzialità della magistratura.
La riforma, secondo i promotori del NO, potrebbe alterare questo equilibrio, creando nuove forme di interferenza politica nel processo decisionale giudiziario e minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Per raggiungere un ampio consenso e informare la cittadinanza sui contenuti controversi del referendum, il comitato genovese ha pianificato un'intensiva campagna di sensibilizzazione sul territorio.
Questa iniziativa comprenderà eventi pubblici, dibattiti, iniziative formative e campagne informative mirate a fornire una chiara e accessibile spiegazione delle implicazioni della riforma.
L'obiettivo è stimolare una partecipazione consapevole e attiva da parte dei cittadini, affinchà© possano esprimere il proprio voto in modo informato e responsabile, difendendo i valori fondamentali della Costituzione e del sistema democratico.
La campagna si pone come un'occasione per riaffermare l'importanza di una giustizia indipendente, efficiente e accessibile a tutti, pilastro imprescindibile di una società equa e prospera.
L'evento inaugurale, tenutosi presso la Camera del Lavoro, ha visto l'adesione di un significativo numero di organizzazioni e associazioni, testimoniando un diffuso allarme rispetto alle implicazioni della riforma.
Tra i soggetti promotori figurano CGIL Genova, l'ANPI, ARCI, Udu, il Tavolo per il NO all'Autonomia Differenziata, Auser, Libera, la Rete Studenti Medi, UDI, Giuristi Democratici, Legambiente Liguria, Acli Liguria e il Coordinamento Democrazia Costituzionale, evidenziando un ampio spettro di sensibilità politiche e sociali unite nella stessa opposizione.
Il comitato genovese rappresenta la declinazione locale di un'iniziativa nazionale, nata a Roma lo scorso dicembre, che ha immediatamente raccolto un vasto consenso.
Lo slogan scelto ' "Vota NO per difendere giustizia, Costituzione, democrazia" ' incarna la visione del comitato e guida la campagna referendaria in corso.
La critica centrale mossa al provvedimento di riforma si concentra sulla sua inefficacia nell'affrontare le criticità del sistema giudiziario italiano, aggravando al contempo potenziali squilibri istituzionali.
Il comitato sostiene che la riforma, lungi dal risolvere problemi strutturali come i tempi eccessivi dei processi, la carenza di risorse umane e la disomogeneità territoriale dell'applicazione della legge, rischia di generare costi di gestione triplicati senza apportare benefici tangibili.
Oltre alle critiche economiche, il comitato esprime profonda preoccupazione per l'erosione dei principi fondamentali che sorreggono il sistema democratico.
In particolare, si evidenzia il rischio di compromettere il delicato equilibrio dei poteri ' legislativo, esecutivo e giudiziario ' che costituisce la garanzia di indipendenza e imparzialità della magistratura.
La riforma, secondo i promotori del NO, potrebbe alterare questo equilibrio, creando nuove forme di interferenza politica nel processo decisionale giudiziario e minando la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Per raggiungere un ampio consenso e informare la cittadinanza sui contenuti controversi del referendum, il comitato genovese ha pianificato un'intensiva campagna di sensibilizzazione sul territorio.
Questa iniziativa comprenderà eventi pubblici, dibattiti, iniziative formative e campagne informative mirate a fornire una chiara e accessibile spiegazione delle implicazioni della riforma.
L'obiettivo è stimolare una partecipazione consapevole e attiva da parte dei cittadini, affinchà© possano esprimere il proprio voto in modo informato e responsabile, difendendo i valori fondamentali della Costituzione e del sistema democratico.
La campagna si pone come un'occasione per riaffermare l'importanza di una giustizia indipendente, efficiente e accessibile a tutti, pilastro imprescindibile di una società equa e prospera.