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Genova al limite: emergenza sicurezza infrastrutturale e costi da capogiro

Cronaca

Genova al limite: emergenza sicurezza infrastrutturale e costi da capogiro

La sfida per la sicurezza infrastrutturale di Genova si configura come un'emergenza complessa e costosa, con una stima degli interventi necessari che oscilla tra i 700 milioni e il miliardo di euro, come evidenziato dalla sindaca Silvia Salis in un incontro con i firmatari dell'accordo di ristoro post-crollo del Ponte Morandi.

Questa cifra riflette non solo la necessità di adeguare le strutture esistenti ai recenti standard normativi del 11 novembre 2022, ma anche la gravità della situazione ereditata da anni di sottovalutazione e mancata manutenzione.
Genova, con la sua fitta rete di circa 650 ponti e impalcati, molti dei quali antecedenti al tragico evento del 2018, si trova di fronte a un compito arduo.
Le ispezioni preliminari, purtroppo, hanno rivelato che circa il 46% delle strutture analizzate (30 su 65), richiedono interventi urgenti per un valore stimato di 120 milioni di euro.
Il rischio di dover procedere con la chiusura temporanea o definitiva di numerose infrastrutture, con conseguenti ripercussioni sulla mobilità urbana, i collegamenti portuali e i flussi commerciali, è concreto e pressante.
La disponibilità regionale e dell'Autorità Portuale a stanziare 9,5 milioni di euro per i monitoraggi rappresenta un segnale positivo, ma si scontra con la necessità impellente di reperire risorse significative per i lavori di adeguamento e messa in sicurezza.

Il Comune ha avanzato una richiesta specifica di destinare parte dei fondi derivanti dall'accordo di ristoro, non ancora impiegati (circa 48 milioni), per fronteggiare l'emergenza.
Questa richiesta, tuttavia, ha trovato una resistenza da parte della Regione, che preferisce mantenere l'impegno verso i progetti di "smart city", considerati prioritari per il futuro della città .

La sindaca Salis ha espresso con chiarezza la sua preoccupazione, sottolineando che la sicurezza dei cittadini e la funzionalità delle infrastrutture esistenti devono avere la precedenza.
L'incuria del passato ha già causato una perdita inaccettabile e compromettere ulteriormente la mobilità urbana e la vitalità economica della città sarebbe un errore imperdonabile.

La realizzazione di grandi opere come il tunnel subportuale, un'infrastruttura strategica per il futuro di Genova, rischia di diventare irrealizzabile se non si affronta con urgenza l'emergenza infrastrutturale in corso.
La priorità assoluta deve essere garantire la sicurezza e la fruibilità delle infrastrutture esistenti, ponendo le basi per un futuro in cui le grandi opere possano concretizzarsi senza compromettere la sicurezza e la qualità della vita dei genovesi.
Si tratta di un imperativo etico e di una condizione necessaria per la ripresa e lo sviluppo sostenibile della città .