Politica
ANM vs Governo: confronto serrato sulla Giustizia a rischio.
Il 15 marzo, in occasione degli Stati Generali sulla Giustizia che l'Associazione Nazionale Magistrati (ANM) sta convocando, si aprirà un confronto diretto e serrato con l'esecutivo.
L'obiettivo è sottoporre a verifica l'operato del governo in materia di giustizia, una valutazione che si discosta significativamente dalle dichiarazioni ministeriali e che si preannuncia particolarmente critica.
La data, strategicamente scelta a una settimana dal referendum sulla riforma, non è casuale.
L'ANM intende offrire al Paese un quadro lucido e indipendente sull'effettivo impatto delle azioni governative, andando oltre le narrazioni ufficiali.
La piattaforma di questo confronto sarà costituita dagli otto punti cruciali sollevati dall'ANM durante l'incontro del 5 marzo 2023 a Palazzo Chigi, un momento che ha segnato un tentativo di dialogo interrotto, a giudizio dell'associazione, da una sostanziale inazione.
La delusione espressa dal segretario generale, Rocco Maruotti, è palpabile: l'unico risultato tangibile riconosciuto riguarda l'incremento dell'organico della magistratura, finanziato attraverso risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Tuttavia, questa singola voce positiva non compensa la cronica assenza di progressi sugli altri sette punti, che abbracciano un ampio spettro di problematiche sistemiche.
Questi punti, rimasti in gran parte inesplorati, riguardano la riforma del processo civile, il potenziamento della digitalizzazione della giustizia, la semplificazione delle procedure per l'accesso alla giustizia per i cittadini, la lotta al contenzioso gratuito e alla disparità di accesso alla tutela legale, il miglioramento delle condizioni di lavoro dei magistrati e del personale amministrativo, la revisione dei criteri di assegnazione dei fascicoli e la garanzia di una maggiore autonomia e indipendenza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
L'ANM intende, quindi, non solo denunciare l'inerzia, ma anche presentare proposte concrete e alternative, frutto di un lavoro approfondito e condotto in collaborazione con esperti e operatori del settore.
La speranza è quella di innescare un dibattito costruttivo e di contribuire a definire un'agenda prioritaria per la riforma della giustizia, orientata a garantire efficienza, equità e certezza del diritto per tutti i cittadini.
Il referendum rappresenta un'occasione unica per rafforzare la consapevolezza pubblica e sollecitare un impegno governativo più determinato e coerente con le esigenze del Paese.
La sfida è quella di trasformare la frustrazione per l'immobilismo in un motore di cambiamento positivo.
L'obiettivo è sottoporre a verifica l'operato del governo in materia di giustizia, una valutazione che si discosta significativamente dalle dichiarazioni ministeriali e che si preannuncia particolarmente critica.
La data, strategicamente scelta a una settimana dal referendum sulla riforma, non è casuale.
L'ANM intende offrire al Paese un quadro lucido e indipendente sull'effettivo impatto delle azioni governative, andando oltre le narrazioni ufficiali.
La piattaforma di questo confronto sarà costituita dagli otto punti cruciali sollevati dall'ANM durante l'incontro del 5 marzo 2023 a Palazzo Chigi, un momento che ha segnato un tentativo di dialogo interrotto, a giudizio dell'associazione, da una sostanziale inazione.
La delusione espressa dal segretario generale, Rocco Maruotti, è palpabile: l'unico risultato tangibile riconosciuto riguarda l'incremento dell'organico della magistratura, finanziato attraverso risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Tuttavia, questa singola voce positiva non compensa la cronica assenza di progressi sugli altri sette punti, che abbracciano un ampio spettro di problematiche sistemiche.
Questi punti, rimasti in gran parte inesplorati, riguardano la riforma del processo civile, il potenziamento della digitalizzazione della giustizia, la semplificazione delle procedure per l'accesso alla giustizia per i cittadini, la lotta al contenzioso gratuito e alla disparità di accesso alla tutela legale, il miglioramento delle condizioni di lavoro dei magistrati e del personale amministrativo, la revisione dei criteri di assegnazione dei fascicoli e la garanzia di una maggiore autonomia e indipendenza del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
L'ANM intende, quindi, non solo denunciare l'inerzia, ma anche presentare proposte concrete e alternative, frutto di un lavoro approfondito e condotto in collaborazione con esperti e operatori del settore.
La speranza è quella di innescare un dibattito costruttivo e di contribuire a definire un'agenda prioritaria per la riforma della giustizia, orientata a garantire efficienza, equità e certezza del diritto per tutti i cittadini.
Il referendum rappresenta un'occasione unica per rafforzare la consapevolezza pubblica e sollecitare un impegno governativo più determinato e coerente con le esigenze del Paese.
La sfida è quella di trasformare la frustrazione per l'immobilismo in un motore di cambiamento positivo.