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Gorizia: Videomapping Magico, il Castello Rivive nella Storia
Al calore delle pietre storiche, una narrazione si svela: lo spettacolo multimediale di videomapping, concepito per il Comune di Gorizia, trasforma il Castello in un palcoscenico effimero, un crogiolo di arte digitale e memoria sedimentata.
Fino al 31 gennaio, alle 18:30 e 19:30, il pubblico è invitato a immergersi in un'esperienza che trascende la semplice fruizione visiva, elevandosi a vero e proprio viaggio sensoriale.
Ett spa, industria digitale creativa del Gruppo Dedagroup, ha orchestrato una metamorfosi architettonica audace.
Le superfici del Castello, da statici elementi strutturali, si animano, diventando tele dinamiche, proiezioni in perpetuo mutamento che dialogano con l'eredità storica.
Il visitatore non è più un osservatore distaccato, ma un partecipante attivo, un protagonista immerso in un flusso narrativo che intreccia suggestioni visive e rievocazioni del passato, un'entità co-creatrice dell'esperienza.
Le facciate del Castello si configurano come le pagine di un imponente libro d'immagini, illuminate da una tavolozza cromatica vibrante e accarezzate da scenografie oniriche, un'ode alla potenza della luce e del racconto.
La tecnica impiegata è un connubio sofisticato di proiezioni mappate, motion graphics e riprese cinematografiche.
Ogni scena è concepita per sfruttare al massimo la tridimensionalità dell'architettura, articolando la narrazione in tre livelli concettuali.
In primo piano, si estende una visione d'insieme, un affresco monumentale incorniciato dalle linee architettoniche del Castello.
A questo si aggiunge una sequenza di dettagli focalizzati, che amplificano i momenti chiave della trama, ottenuti attraverso riprese con camera mobile, giochi di luce dinamici e tecniche cinematografiche innovative.
Infine, i ritratti dei protagonisti, realizzati in green screen, emergono come figure emblematiche, donando profondità e umanità alla narrazione.
Lo spettacolo si articola in due racconti distinti, ma complementari.
"Nel Castello tra conti e cavalieri, dame e servitori" attinge a un episodio storico del 25 dicembre 1340, quando due cerimonie religiose, apparentemente separate, si svolgevano contestualmente: la messa di Natale nella cappella del Castello, officiata dal Conte Alberto IV, e la messa all'aperto nella Corte dei Lanzi, celebrata dal Principe Vescovo Bertrando di Saint-Geniès, patriarca di Aquileia, impegnato nell'assedio di Gorizia.
La narrazione accompagna lo spettatore attraverso le tappe cruciali del conflitto, culminando con la tanto agognata pace.
Il secondo racconto, "Nel Castello, tra giochi, musica e magia", esplora i temi e i simboli della cultura medievale, celebrando in modo vibrante l'identità di Gorizia e Nova Gorica, intrecciando la tradizione con un linguaggio visivo contemporaneo.
L'intera performance ambisce a risvegliare la memoria collettiva, offrendo una riflessione sulla storia, l'arte e il significato del patrimonio culturale, trasformando la pietra antica in un veicolo per storie nuove e coinvolgenti.
Fino al 31 gennaio, alle 18:30 e 19:30, il pubblico è invitato a immergersi in un'esperienza che trascende la semplice fruizione visiva, elevandosi a vero e proprio viaggio sensoriale.
Ett spa, industria digitale creativa del Gruppo Dedagroup, ha orchestrato una metamorfosi architettonica audace.
Le superfici del Castello, da statici elementi strutturali, si animano, diventando tele dinamiche, proiezioni in perpetuo mutamento che dialogano con l'eredità storica.
Il visitatore non è più un osservatore distaccato, ma un partecipante attivo, un protagonista immerso in un flusso narrativo che intreccia suggestioni visive e rievocazioni del passato, un'entità co-creatrice dell'esperienza.
Le facciate del Castello si configurano come le pagine di un imponente libro d'immagini, illuminate da una tavolozza cromatica vibrante e accarezzate da scenografie oniriche, un'ode alla potenza della luce e del racconto.
La tecnica impiegata è un connubio sofisticato di proiezioni mappate, motion graphics e riprese cinematografiche.
Ogni scena è concepita per sfruttare al massimo la tridimensionalità dell'architettura, articolando la narrazione in tre livelli concettuali.
In primo piano, si estende una visione d'insieme, un affresco monumentale incorniciato dalle linee architettoniche del Castello.
A questo si aggiunge una sequenza di dettagli focalizzati, che amplificano i momenti chiave della trama, ottenuti attraverso riprese con camera mobile, giochi di luce dinamici e tecniche cinematografiche innovative.
Infine, i ritratti dei protagonisti, realizzati in green screen, emergono come figure emblematiche, donando profondità e umanità alla narrazione.
Lo spettacolo si articola in due racconti distinti, ma complementari.
"Nel Castello tra conti e cavalieri, dame e servitori" attinge a un episodio storico del 25 dicembre 1340, quando due cerimonie religiose, apparentemente separate, si svolgevano contestualmente: la messa di Natale nella cappella del Castello, officiata dal Conte Alberto IV, e la messa all'aperto nella Corte dei Lanzi, celebrata dal Principe Vescovo Bertrando di Saint-Geniès, patriarca di Aquileia, impegnato nell'assedio di Gorizia.
La narrazione accompagna lo spettatore attraverso le tappe cruciali del conflitto, culminando con la tanto agognata pace.
Il secondo racconto, "Nel Castello, tra giochi, musica e magia", esplora i temi e i simboli della cultura medievale, celebrando in modo vibrante l'identità di Gorizia e Nova Gorica, intrecciando la tradizione con un linguaggio visivo contemporaneo.
L'intera performance ambisce a risvegliare la memoria collettiva, offrendo una riflessione sulla storia, l'arte e il significato del patrimonio culturale, trasformando la pietra antica in un veicolo per storie nuove e coinvolgenti.