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Museo Martini: Arte, Memoria e Dialoghi Contemporanei a Milano
Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano si configura come un laboratorio culturale dinamico, un luogo di incontro tra epoche e linguaggi artistici, e un punto di riferimento per la comunità diocesana e milanese.
L'impegno del museo, come testimoniato dai suoi numeri ' 91.000 visitatori nel 2025, un incremento significativo rispetto all'anno precedente ' risiede nell'offrire un percorso espositivo che intreccia arte, memoria storica e riflessione sociale, rendendo la cultura accessibile e significativa per un pubblico ampio e diversificato.
La stagione espositiva in divenire si articola in un programma ambizioso, che vede in primo piano il dialogo tra la maestria dell'arte antica e la sensibilità dell'arte contemporanea.
L'omaggio a Hans Memling, con la mostra “La Crocifissione.
Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoroâ€, è emblematicamente significativo: il celebre dipinto fiammingo, ospitato in prestito dai Musei Civici di Vicenza, viene reinterpretato attraverso le opere di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli, creando un cortocircuito temporale che stimola una riflessione sulla persistenza del tema della sofferenza e della redenzione nell'immaginario collettivo.
L'iniziativa, sviluppata in collaborazione con Casa Testori, non si limita a una semplice affiancamento di opere, ma promuove un vero e proprio confronto creativo, invitando gli artisti contemporanei a decostruire e rielaborare il significato dell'iconografia religiosa.
Un focus particolarmente toccante è dedicato alla cura e all'esperienza dell'Alzheimer, attraverso la mostra “N'on dimenticarti.
La cura dell'Alzheimer e l'esperienza di Sacra Famigliaâ€.
Il progetto, curato da Giovanna Calvenzi e arricchito dalle immagini evocative di Marianna Sambiase ' educatrice nel Nucleo Alzheimer della RSA San Pietro ' offre un ritratto umano e intimo della malattia, esaltando la dignità delle persone affette e il ruolo cruciale degli operatori sanitari.
L'esposizione si avvale anche di un corredo documentale prezioso, composto da fotografie d'epoca di Enrico Zuppi (1946) e di Gianni Berengo Gardin (2011), creando un ponte visivo tra passato e presente e documentando l'evoluzione delle pratiche di cura e dell'approccio alla malattia.
La terza mostra del programma, "Point of View", è un viaggio visivo attraverso l'opera di Werner Bischof, uno dei più importanti fotografi del XX secolo.
L'esposizione, suddivisa in quattro sezioni tematiche, ripercorre la carriera di Bischof, dagli esordi in Svizzera ai reportage in zone di conflitto come l'India e il Giappone, fino ai viaggi in America Latina.
Attraverso un centinaio di fotografie, la mostra offre una testimonianza potente e commovente dei cambiamenti sociali, politici e culturali del dopoguerra, celebrando al contempo la capacità del fotografo di cogliere l'essenza dell'umanità in ogni suo aspetto.
La mostra non solo rivela il talento e l'impegno di Bischof, ma invita anche lo spettatore a riflettere sul ruolo della fotografia come strumento di documentazione, interpretazione e denuncia.
L'impegno del museo, come testimoniato dai suoi numeri ' 91.000 visitatori nel 2025, un incremento significativo rispetto all'anno precedente ' risiede nell'offrire un percorso espositivo che intreccia arte, memoria storica e riflessione sociale, rendendo la cultura accessibile e significativa per un pubblico ampio e diversificato.
La stagione espositiva in divenire si articola in un programma ambizioso, che vede in primo piano il dialogo tra la maestria dell'arte antica e la sensibilità dell'arte contemporanea.
L'omaggio a Hans Memling, con la mostra “La Crocifissione.
Quattro artisti contemporanei attorno a un capolavoroâ€, è emblematicamente significativo: il celebre dipinto fiammingo, ospitato in prestito dai Musei Civici di Vicenza, viene reinterpretato attraverso le opere di Stefano Arienti, Matteo Fato, Julia Krahn e Danilo Sciorilli, creando un cortocircuito temporale che stimola una riflessione sulla persistenza del tema della sofferenza e della redenzione nell'immaginario collettivo.
L'iniziativa, sviluppata in collaborazione con Casa Testori, non si limita a una semplice affiancamento di opere, ma promuove un vero e proprio confronto creativo, invitando gli artisti contemporanei a decostruire e rielaborare il significato dell'iconografia religiosa.
Un focus particolarmente toccante è dedicato alla cura e all'esperienza dell'Alzheimer, attraverso la mostra “N'on dimenticarti.
La cura dell'Alzheimer e l'esperienza di Sacra Famigliaâ€.
Il progetto, curato da Giovanna Calvenzi e arricchito dalle immagini evocative di Marianna Sambiase ' educatrice nel Nucleo Alzheimer della RSA San Pietro ' offre un ritratto umano e intimo della malattia, esaltando la dignità delle persone affette e il ruolo cruciale degli operatori sanitari.
L'esposizione si avvale anche di un corredo documentale prezioso, composto da fotografie d'epoca di Enrico Zuppi (1946) e di Gianni Berengo Gardin (2011), creando un ponte visivo tra passato e presente e documentando l'evoluzione delle pratiche di cura e dell'approccio alla malattia.
La terza mostra del programma, "Point of View", è un viaggio visivo attraverso l'opera di Werner Bischof, uno dei più importanti fotografi del XX secolo.
L'esposizione, suddivisa in quattro sezioni tematiche, ripercorre la carriera di Bischof, dagli esordi in Svizzera ai reportage in zone di conflitto come l'India e il Giappone, fino ai viaggi in America Latina.
Attraverso un centinaio di fotografie, la mostra offre una testimonianza potente e commovente dei cambiamenti sociali, politici e culturali del dopoguerra, celebrando al contempo la capacità del fotografo di cogliere l'essenza dell'umanità in ogni suo aspetto.
La mostra non solo rivela il talento e l'impegno di Bischof, ma invita anche lo spettatore a riflettere sul ruolo della fotografia come strumento di documentazione, interpretazione e denuncia.