Viaggi
Ripresa turmo museale in Emilia-Romagna: +10% nel 2025
Nel 2025, l'Emilia-Romagna assiste a una significativa ripresa del turismo museale, come evidenziato dall'analisi comparativa dei flussi di visitatori rispetto all'anno precedente.
I musei nazionali e i siti sotto la direzione regionale Musei nazionali dell'Emilia-Romagna registrano un aumento generalizzato, segnando un momento cruciale per la valorizzazione del patrimonio culturale regionale.
La Pinacoteca Nazionale di Bologna si distingue per una crescita marcata, con un incremento del 6,7% che porta il numero di visitatori da 95.792 a 102.269.
Questo risultato è attribuibile a una combinazione di fattori strategici: il riallestimento curatoriale delle sezioni dedicate a Guido Reni, ai Carracci e al Manierismo, che ha rinnovato l'interesse del pubblico, e l'offerta di iniziative innovative come la mostra "Il giardino delle risonanze," frutto di una collaborazione con il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Bologna (Mambo), capace di intercettare un pubblico più giovane e attento alle nuove forme di fruizione culturale.
Anche Palazzo Milzetti ' Museo dell'Età Neoclassica, situato in Romagna, consolida la propria posizione, registrando un aumento del 3,39% nelle presenze.
Questo dato riflette l'impegno continuo nella promozione del museo e nella creazione di un'offerta espositiva e didattica mirata a un pubblico diversificato.
L'Abbazia di Pomposa e Museo Pomposiano si conferma un sito di grande richiamo, posizionandosi come secondo luogo più visitato dell'Istituto, direttamente gestito dal Ministero della Cultura.
L'incremento dei visitatori, dal 61.825 al 64.627 (+4,5%), preannuncia un 2026 particolarmente significativo, anno dedicato alla celebrazione del millenario dell'Abbazia, un evento destinato a generare ulteriore interesse e afflusso turistico.
Un ulteriore segnale positivo proviene dal Museo nazionale etrusco Pompeo Aria e Parco archeologico di Kainua, che evidenzia una crescita del 10,3%, passando da 8.118 a 8.954 visitatori.
Questa impennata sottolinea l'importanza di investire nella promozione del patrimonio etrusco e nell'offerta di esperienze immersive nel cuore di Kainua.
La Fortezza di San Leo emerge come un polo di attrazione culturale di primo piano, con un incremento del 24,3% che porta il numero di visitatori da 53.642 a 66.711.
La partnership con il Comune di San Leo si rivela cruciale per la gestione e la valorizzazione di questo importante sito storico.
Questi risultati tangibili dimostrano come, anche in assenza di grandi mostre internazionali, un'attenta strategia di valorizzazione del patrimonio, basata sulla fruibilità dei siti, l'innovazione delle collezioni e la creazione di una solida rete con gli enti locali, possa generare un significativo ritorno in termini di visitatori e impatto economico.
Come sottolinea Costantino D'Orazio, direttore ad interim dei Musei nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, questo successo è frutto di un approccio strategico che mette al centro la qualità dell'offerta culturale e la collaborazione tra istituzioni.
Il futuro del turismo museale in Emilia-Romagna si prospetta quindi particolarmente promettente, con una crescente consapevolezza del valore inestimabile del patrimonio culturale come motore di sviluppo economico e sociale.
I musei nazionali e i siti sotto la direzione regionale Musei nazionali dell'Emilia-Romagna registrano un aumento generalizzato, segnando un momento cruciale per la valorizzazione del patrimonio culturale regionale.
La Pinacoteca Nazionale di Bologna si distingue per una crescita marcata, con un incremento del 6,7% che porta il numero di visitatori da 95.792 a 102.269.
Questo risultato è attribuibile a una combinazione di fattori strategici: il riallestimento curatoriale delle sezioni dedicate a Guido Reni, ai Carracci e al Manierismo, che ha rinnovato l'interesse del pubblico, e l'offerta di iniziative innovative come la mostra "Il giardino delle risonanze," frutto di una collaborazione con il Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Bologna (Mambo), capace di intercettare un pubblico più giovane e attento alle nuove forme di fruizione culturale.
Anche Palazzo Milzetti ' Museo dell'Età Neoclassica, situato in Romagna, consolida la propria posizione, registrando un aumento del 3,39% nelle presenze.
Questo dato riflette l'impegno continuo nella promozione del museo e nella creazione di un'offerta espositiva e didattica mirata a un pubblico diversificato.
L'Abbazia di Pomposa e Museo Pomposiano si conferma un sito di grande richiamo, posizionandosi come secondo luogo più visitato dell'Istituto, direttamente gestito dal Ministero della Cultura.
L'incremento dei visitatori, dal 61.825 al 64.627 (+4,5%), preannuncia un 2026 particolarmente significativo, anno dedicato alla celebrazione del millenario dell'Abbazia, un evento destinato a generare ulteriore interesse e afflusso turistico.
Un ulteriore segnale positivo proviene dal Museo nazionale etrusco Pompeo Aria e Parco archeologico di Kainua, che evidenzia una crescita del 10,3%, passando da 8.118 a 8.954 visitatori.
Questa impennata sottolinea l'importanza di investire nella promozione del patrimonio etrusco e nell'offerta di esperienze immersive nel cuore di Kainua.
La Fortezza di San Leo emerge come un polo di attrazione culturale di primo piano, con un incremento del 24,3% che porta il numero di visitatori da 53.642 a 66.711.
La partnership con il Comune di San Leo si rivela cruciale per la gestione e la valorizzazione di questo importante sito storico.
Questi risultati tangibili dimostrano come, anche in assenza di grandi mostre internazionali, un'attenta strategia di valorizzazione del patrimonio, basata sulla fruibilità dei siti, l'innovazione delle collezioni e la creazione di una solida rete con gli enti locali, possa generare un significativo ritorno in termini di visitatori e impatto economico.
Come sottolinea Costantino D'Orazio, direttore ad interim dei Musei nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna, questo successo è frutto di un approccio strategico che mette al centro la qualità dell'offerta culturale e la collaborazione tra istituzioni.
Il futuro del turismo museale in Emilia-Romagna si prospetta quindi particolarmente promettente, con una crescente consapevolezza del valore inestimabile del patrimonio culturale come motore di sviluppo economico e sociale.