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L'Uomo Elegante: Storia e Identità tra Gioielli e Moda

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L'Uomo Elegante: Storia e Identità tra Gioielli e Moda

Dalle elaborate fibbie e fermagli che impreziosivano le vesti del Settecento a un caleidoscopio di anelli e bracciali unisex che sfidano le convenzioni contemporanee, "L'Uomo Elegante: Gioielli e Identità al Maschile" offre un affascinante viaggio nella storia dell'ornamento maschile.
La mostra, inaugurata il 16 gennaio a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine in concomitanza con la Milano Fashion Week, è un'indagine complessa che trascende la semplice esposizione di oggetti preziosi per interrogarsi sul significato profondo del gioiello come strumento di costruzione e comunicazione dell'identità maschile.
Promossa dal Comune di Milano e Palazzo Morando, con il prezioso contributo dell'Associazione Culturale Stile e storia e il sostegno di istituzioni chiave come l'Associazione Orafa Lombarda, la Camera Nazionale della Moda Italiana, il Dipartimento di Studi Storici Federico Chabod dell'Università Statale di Milano, il Ministero della Cultura e Rai Lombardia, la mostra attinge a un patrimonio di manufatti originali, documenti d'archivio e abiti d'epoca per delineare un percorso cronologico che abbraccia oltre due secoli.

Il XVIII secolo, periodo in cui l'aristocrazia europea abbracciava l'ornamento con sfarzo, segna l'inizio del racconto.
Anelli sigillo, pendenti elaborati, fibbie sontuose non erano semplici accessori, ma potenti simboli di status, appartenenza e persino alleanze politiche.
L'abbigliamento diventava un palcoscenico per l'autorappresentazione, un linguaggio visivo complesso in cui ogni dettaglio comunicava un messaggio preciso.
Il XIX secolo introduce una svolta significativa.
L'ascesa della borghesia e l'affermarsi di un ideale di mascolinità sobria e razionale portano a un progressivo contenimento dell'ostentazione.

Il gioiello non scompare, ma si trasforma, adattandosi a un nuovo contesto sociale.

Si affermano forme più discrete, spesso funzionali, come i gemelli, le spille da cravatta e le catene da orologio, che pur mantenendo un valore simbolico, si integrano in un'immagine più austera.
Il Novecento è un secolo di contrasti.
Da un lato, la standardizzazione dell'abbigliamento spinta dalle correnti di pensiero moderniste, dall'altro, un'esplosione di individualismo alimentata da artisti, intellettuali, icone musicali e cinematografiche che reclamano la libertà di esprimersi attraverso l'ornamento.

Il percorso espositivo si conclude con una sezione dedicata alla contemporaneità , un vero e proprio inno alla fluidità di genere e alla decostruzione delle convenzioni.

L'uomo moderno si appropria di un linguaggio ornamentale libero da confini, celebrando l'unicità e l'autenticità .
Come sottolinea Mara Cappelletti, curatrice della mostra, "I designer contemporanei creano oggetti pensati per celebrare l'individualità , per superare le barriere di genere e l'omologazione.
Non sono semplici accessori, ma espressioni di una personalità complessa, pensate per essere indossate da chiunque, a prescindere da età o identità .

" La mostra si configura quindi non solo come una retrospettiva storica, ma anche come una riflessione sul futuro dell'identità maschile e sul potere trasformativo dell'ornamento.