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Jacobs torna a Camossi: un ritorno alle origini per il campione.

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Jacobs torna a Camossi: un ritorno alle origini per il campione.

Il ritorno alle origini per Marcell Jacobs segna un punto di svolta nella sua carriera e nel panorama dell'atletica italiana.

L'annuncio ufficiale, rilasciato dal presidente della FIDAL, Stefano Mei, ha generato un'ondata di reazioni, testimoniando l'importanza cruciale di questo sodalizio per il futuro dello sprinter bresciano.
La separazione, avvenuta in circostanze complesse nel settembre 2023, era stata percepita come una rottura netta.

Dopo un anno travagliato, segnato da difficoltà fisiche e risultati al di sotto delle aspettative, Jacobs aveva optato per un percorso di allenamento negli Stati Uniti sotto la guida di Rana Reider, figura di spicco nel mondo dell'atletica americana.
Questa scelta rappresentava una scommessa, una ricerca di nuovi stimoli e metodologie in un momento di profonda transizione.

Tuttavia, il legame con Paolo Camossi, tecnico che ha plasmato il talento di Jacobs, non si è mai dissolto completamente.

Il loro rapporto, iniziato nel 2015, ha rappresentato un'era d'oro per l'atletica azzurra.
La memoria collettiva è ancora vivida delle gesta eroiche di Tokyo, dove Jacobs ha coronato un sogno diventando un simbolo nazionale con l'incredibile doppietta nei 100 metri e nella staffetta 4x100.

A questo trionfo si sono aggiunti l'oro europeo sempre sui 100, l'oro mondiale indoor sui 60 metri, e la sensazione palpabile di aver creato un solido nucleo di eccellenza, posizionando l'Italia tra le potenze mondiali delle velocità .
La rottura, seppur inevitabile di fronte a un periodo di declino fisico e di prestazioni inferiori agli standard raggiunti, è stata probabilmente figlia di un'evoluzione necessaria.

Le divergenze tecniche, ma anche dinamiche gestionali più ampie, hanno contribuito a creare una distanza che si è rivelata insormontabile.

La ricerca di nuove soluzioni, pur legittima, non ha portato ai risultati sperati, evidenziando la difficoltà di replicare un successo costruito su un'intesa profonda e radicata.
Ora, con la decisione di tornare a lavorare con Camossi, Jacobs sembra voler recuperare la coerenza metodologica e la fiducia perduta.
Si tratta di una scelta che va oltre la semplice ripresa di un rapporto professionale; è una dichiarazione di intenti, un ritorno alle fondamenta che hanno permesso la nascita di un campione.
Questo ritorno non cancella il percorso americano, ma lo integra in una visione più ampia, una ricerca di equilibrio tra innovazione e tradizione, tra la sperimentazione e la consolidata esperienza.
Il futuro di Jacobs, e l'atletica italiana, riparte da qui, con la speranza di ritrovare quella scintilla che ha illuminato il cielo di Tokyo.