Logo
Calamaio d'argento: un tesoro per la Casa Natale di Pellico

Piemonte

Calamaio d'argento: un tesoro per la Casa Natale di Pellico

Un prezioso calamaio d'argento, testimone silenzioso di un'epoca di fervore letterario e tumultuosa vicenda personale, è stato acquisito dal Comune di Saluzzo, destinato ad arricchire il patrimonio storico-culturale custodito nella Casa Natale di Silvio Pellico.
L'atto di donazione, formalizzato dalla giunta comunale presieduta dal sindaco Franco Demaria, rappresenta un'aggiunta significativa al complesso di cimeli che narrano la vita e l'opera dello scrittore e patriota.
L'oggetto, di raffinata fattura, rivela caratteristiche stilistiche inequivocabili riconducibili alla bottega dell'argentiere torinese Carlo Balbino, figura di spicco nel panorama artigianale dell'Ottocento.

Balbino, rinomato per la sua maestria e l'eleganza delle sue creazioni, fu fornitore esclusivo dei Marchesi di Barolo, prestigiosa famiglia al cui servizio Pellico dedicಠun capitolo cruciale della sua esistenza, dal 1830 fino al termine dei suoi giorni.
L'associazione con i Marchesi di Barolo conferisce al calamaio un'aura di particolare rilevanza, collocandolo al crocevia di dinamiche sociali e politiche che segnarono l'epoca.
La generosa donazione proviene da Maria Luisa Guazzotti, residente a Cuneo, che a sua volta aveva ricevuto il calamaio in eredità da Maria Rosa Genovese, figura di riferimento in un contesto familiare legato alla memoria di Pellico.
La cerimonia di consegna si è svolta in occasione della conferenza "Silvio Pellico e Piero Maroncelli, un'amicizia sul filo della musica e delle lettere", evento di apertura della rassegna culturale “Dalla musica a…”, un omaggio alla profonda connessione tra arti e cultura che animಠil Risorgimento.
Attualmente, un'approfondita ricerca archivistica, coordinata dalla studiosa Giancarla Bertero ' esperta di storia locale e già responsabile dell'Archivio Storico e dei Fondi della Biblioteca Civica ' mira a ricostruire la storia del calamaio, tracciandone la provenienza e identificando possibili legami con le illustri famiglie cuneesi dell'epoca, come gli Osasco e i Toselli, figure chiave del tessuto sociale ed economico del Piemonte ottocentesco.

L'obiettivo è quello di svelare il percorso dell'oggetto, integrando le informazioni emergenti nel racconto complessivo della vita e del contesto storico di Pellico.
Il calamaio sarà posizionato sulla scrivania originale appartenuta allo scrittore, divenendo un elemento centrale nell'allestimento museale dedicato a questa figura di spicco della letteratura e del pensiero italiano, contribuendo a rendere ancora più vivido e suggestivo il percorso di scoperta della sua vita e delle sue opere.

La sua presenza non sarà solo un arricchimento materiale, ma un ponte tangibile verso un passato ricco di significato.