Lombardia
Ritorno a San Felice: un restauro per la città e l'Università .
Il restauro di Palazzo San Felice, sede del Dipartimento di Economia dell'Università di Pavia, rappresenta un intervento di rilevanza urbana, sociale e culturale, andando ben oltre il semplice ripristino di un edificio.
Il rettore Alessandro Reali sottolinea come questo progetto-bignami di riqualificazione impatti positivamente sull'intera comunità universitaria e cittadina, restituendo uno spazio storico di valore.
Palazzo San Felice, un ex monastero dal pregio architettonico innegabile, si configura come un patrimonio da tutelare con cura.
Il direttore Edoardo Rossi evidenzia l'impegno necessario per la sua gestione e manutenzione costante, un investimento che va oltre l'immediato e proietta lo sguardo al futuro.
Il percorso di recupero, iniziato nel -venti e concluso in questi giorni, con la riapertura al pubblico il ventiquattro gennaio del due-mille-ventitrà©, ha richiesto un investimento di due milioni e cinquecento migliaia di euro.
Il cofinanziamento, pari al quarantacento per cento, è stato fornito dal Ministero, un segnale di attenzione istituzionale al valore del progetto.
Il prorettore Alessandro Greco specifica che l'intervento complessivo, con gli adeguamenti antincendio e l'eliminazione delle barriere architettoniche, ha comportato una spesa totale di tre milioni ottantisettemila euro.
L'opera, realizzata grazie a un bando ministeriale, ha visto la sistemazione dei cortili, l'adeguamento per la sicurezza, l'eliminazione di materiali come l'amianto e lavori sulle facciate.
L'obiettivo primario è la valorizzazione del patrimonio universitario, garantendo ambienti sicuri, confortevoli e funzionali per lo studio, la ricerca e il lavoro.
Questo intervento si inserisce in un più ampio disegno di riqualificazione del tessuto urbano e di promozione della cultura, rendendo il campus universitario un polo attrattivo per studenti, docenti e visitatori.
L'azione complessiva mira a creare un luogo di eccellenza, connesso alla città e proiettato verso il futuro.
Il rettore Alessandro Reali sottolinea come questo progetto-bignami di riqualificazione impatti positivamente sull'intera comunità universitaria e cittadina, restituendo uno spazio storico di valore.
Palazzo San Felice, un ex monastero dal pregio architettonico innegabile, si configura come un patrimonio da tutelare con cura.
Il direttore Edoardo Rossi evidenzia l'impegno necessario per la sua gestione e manutenzione costante, un investimento che va oltre l'immediato e proietta lo sguardo al futuro.
Il percorso di recupero, iniziato nel -venti e concluso in questi giorni, con la riapertura al pubblico il ventiquattro gennaio del due-mille-ventitrà©, ha richiesto un investimento di due milioni e cinquecento migliaia di euro.
Il cofinanziamento, pari al quarantacento per cento, è stato fornito dal Ministero, un segnale di attenzione istituzionale al valore del progetto.
Il prorettore Alessandro Greco specifica che l'intervento complessivo, con gli adeguamenti antincendio e l'eliminazione delle barriere architettoniche, ha comportato una spesa totale di tre milioni ottantisettemila euro.
L'opera, realizzata grazie a un bando ministeriale, ha visto la sistemazione dei cortili, l'adeguamento per la sicurezza, l'eliminazione di materiali come l'amianto e lavori sulle facciate.
L'obiettivo primario è la valorizzazione del patrimonio universitario, garantendo ambienti sicuri, confortevoli e funzionali per lo studio, la ricerca e il lavoro.
Questo intervento si inserisce in un più ampio disegno di riqualificazione del tessuto urbano e di promozione della cultura, rendendo il campus universitario un polo attrattivo per studenti, docenti e visitatori.
L'azione complessiva mira a creare un luogo di eccellenza, connesso alla città e proiettato verso il futuro.