Cronaca
Conservatorio Pescara: Costi, Omissioni e Sospetti Politici
La questione relativa all'ampliamento del Conservatorio Luisa D'Annunzio di Pescara si configura come un nodo cruciale nel dibattito amministrativo locale, sollevando interrogativi profondi sulla gestione delle risorse pubbliche, la trasparenza procedurale e le dinamiche di potere all'interno dell'amministrazione comunale.
L'iniziativa, annunciata con enfasi dall'amministrazione Masci, è ora oggetto di un'acuta revisione da parte della Commissione Controllo e Garanzia, guidata dal consigliere comunale Paolo Sola (Movimento 5 Stelle).
L'assenza del sindaco facente funzioni, Carlo Masci, alla seduta della Commissione ' organo istituzionale deputato al controllo dell'operato dell'amministrazione ' rappresenta un atto di scarsa considerazione verso le prerogative di vigilanza e di accesso alle informazioni.
Questa omissione contrasta nettamente con la recente conferenza stampa, dove lo stesso sindaco ha esposto con toni celebrativi l'approvazione del progetto esecutivo, in un momento particolarmente delicato, segnato dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha invalidato il voto in numerose sezioni elettorali, suggerendo una condotta improntata a una eccessiva rapidità e un'evitata cautela.
La presunta urgenza di agire, invocata come giustificazione per l'annuncio, si rivela infondata, come dimostrano le dichiarazioni ufficiali che attestano una scadenza fissata per la fine del 2027, una data che l'amministrazione stessa ammette di non poter rispettare, necessitando di una proroga presso gli organi regionali e ministeriali.
Tale discrepanza alimenta il sospetto di una strumentalizzazione politica, dove l'opera diventa più un veicolo per ottenere visibilità e consenso che un progetto di sviluppo culturale e musicale realmente ponderato e trasparente.
Le criticità non si limitano alla gestione temporale e comunicativa.
Il progetto si è caratterizzato per un aumento considerevole dei costi, saliti da un iniziale stanziamento di 10 milioni di euro a un attuale budget di 15 milioni, una variazione che richiede un'analisi rigorosa degli affidamenti e degli incarichi assegnati.
Ancora più preoccupante è l'esclusione del Conservatorio stesso, istituzione direttamente interessata, dalla presentazione ufficiale del progetto, un'omissione che nega ai fruitori diretti la possibilità di esprimere opinioni e suggerimenti, compromettendo la coerenza e l'efficacia dell'intervento.
L'insieme di questi elementi delineano un quadro opaco e controverso, che esige un approfondimento metodico e imparziale.
La Commissione Controllo e Garanzia, forte della disponibilità della parte tecnica a fornire chiarimenti, proseguirà nell'indagine, ma la domanda politica resta aperta: perchà© coloro che si mostrano affabili e desiderosi di apparire in pubblico evitano sistematicamente i luoghi istituzionali deputati al controllo democratico e alla trasparenza amministrativa? La vicenda del Conservatorio di Pescara si rivela, dunque, non solo una questione di opere pubbliche, ma un sintomo di un più ampio problema di accountability e di rispetto delle istituzioni.
L'iniziativa, annunciata con enfasi dall'amministrazione Masci, è ora oggetto di un'acuta revisione da parte della Commissione Controllo e Garanzia, guidata dal consigliere comunale Paolo Sola (Movimento 5 Stelle).
L'assenza del sindaco facente funzioni, Carlo Masci, alla seduta della Commissione ' organo istituzionale deputato al controllo dell'operato dell'amministrazione ' rappresenta un atto di scarsa considerazione verso le prerogative di vigilanza e di accesso alle informazioni.
Questa omissione contrasta nettamente con la recente conferenza stampa, dove lo stesso sindaco ha esposto con toni celebrativi l'approvazione del progetto esecutivo, in un momento particolarmente delicato, segnato dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha invalidato il voto in numerose sezioni elettorali, suggerendo una condotta improntata a una eccessiva rapidità e un'evitata cautela.
La presunta urgenza di agire, invocata come giustificazione per l'annuncio, si rivela infondata, come dimostrano le dichiarazioni ufficiali che attestano una scadenza fissata per la fine del 2027, una data che l'amministrazione stessa ammette di non poter rispettare, necessitando di una proroga presso gli organi regionali e ministeriali.
Tale discrepanza alimenta il sospetto di una strumentalizzazione politica, dove l'opera diventa più un veicolo per ottenere visibilità e consenso che un progetto di sviluppo culturale e musicale realmente ponderato e trasparente.
Le criticità non si limitano alla gestione temporale e comunicativa.
Il progetto si è caratterizzato per un aumento considerevole dei costi, saliti da un iniziale stanziamento di 10 milioni di euro a un attuale budget di 15 milioni, una variazione che richiede un'analisi rigorosa degli affidamenti e degli incarichi assegnati.
Ancora più preoccupante è l'esclusione del Conservatorio stesso, istituzione direttamente interessata, dalla presentazione ufficiale del progetto, un'omissione che nega ai fruitori diretti la possibilità di esprimere opinioni e suggerimenti, compromettendo la coerenza e l'efficacia dell'intervento.
L'insieme di questi elementi delineano un quadro opaco e controverso, che esige un approfondimento metodico e imparziale.
La Commissione Controllo e Garanzia, forte della disponibilità della parte tecnica a fornire chiarimenti, proseguirà nell'indagine, ma la domanda politica resta aperta: perchà© coloro che si mostrano affabili e desiderosi di apparire in pubblico evitano sistematicamente i luoghi istituzionali deputati al controllo democratico e alla trasparenza amministrativa? La vicenda del Conservatorio di Pescara si rivela, dunque, non solo una questione di opere pubbliche, ma un sintomo di un più ampio problema di accountability e di rispetto delle istituzioni.