Lombardia
Università Statale: diritti umani, libertà accademica e solidarietà agli studenti
L'anno accademico dell'Università Statale di Milano si apre con una profonda riflessione sulla tenuta dei diritti umani e sulla cruciale importanza della libertà accademica, un principio che trascende la sfera individuale del docente per assumere una valenza sociale imprescindibile, come ha magistralmente evidenziato la Rettore, Marina Brambilla.
La cerimonia inaugurale è stata onorata dalla presenza di Filippo Grandi, figura di riferimento nella gestione delle emergenze umanitarie a livello globale, che ha conclusito un mandato ventennale come Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, maturato in prima linea nei conflitti più drammatici del nostro tempo.
Grandi ha focalizzato il suo intervento sulla complessità intrinseca delle crisi migratorie e dei flussi di persone in movimento, esortando la classe politica ad abbandonare la pericolosa semplificazione diagnostica e, conseguentemente, le soluzioni approssimative che ne derivano.
La tendenza a ridurre il fenomeno a una "minaccia" ingovernabile, alimentando paure e pregiudizi, rappresenta, a suo dire, un fallimento etico e giuridico, che non solo ignora le radici profonde delle migrazioni forzate, ma ne aggrava le conseguenze.
La chiusura delle frontiere e la stigmatizzazione dei richiedenti asilo, argomenti ricorrenti in un certo dibattito pubblico, non costituiscono una risposta efficace, ma una fuga in avanti che alimenta disperazione e ulteriori sofferenze.
Il vero impegno, ha sottolineato, richiede una volontà politica ferma e risorse adeguate, entrambe oggi in grave carenza, a testimonianza di scelte prioritarie discutibili.
La Statale, intanto, conferma il proprio impegno attivo nella difesa dei diritti fondamentali, estendendo la propria azione ben oltre le dimensioni puramente accademiche.
L'ateneo ha dimostrato, nei mesi passati, un ruolo significativo a favore della pace e continua a dedicare risorse preziose al sostegno degli studenti provenienti da zone di conflitto, un impegno che la Rettore ha voluto riaffermare con forza.
In particolare, si è concretizzata un'iniziativa volta a supportare gli studenti palestinesi, con l'assegnazione di borse di studio che hanno già beneficiato oltre venti studenti, in attesa di altri dieci.
L'attenzione si è estesa anche alla comunità studentesca iraniana, composta da quasi mille persone tra studenti e dottorandi, profondamente preoccupati per la sorte dei propri cari in un contesto politico sempre più instabile.
L'Università Statale si configura, dunque, non solo come un centro di eccellenza nella ricerca e nell'insegnamento, ma come un baluardo di valori umanitari, un luogo di ascolto e di solidarietà , pronto a offrire rifugio e opportunità a coloro che fuggono da guerre e persecuzioni, incarnando un modello di cittadinanza globale responsabile e consapevole.
L'augurio è che questo impegno possa ispirare altre istituzioni e stimolare un cambio di paradigma nell'approccio alle sfide umanitarie del nostro tempo.
La cerimonia inaugurale è stata onorata dalla presenza di Filippo Grandi, figura di riferimento nella gestione delle emergenze umanitarie a livello globale, che ha conclusito un mandato ventennale come Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, maturato in prima linea nei conflitti più drammatici del nostro tempo.
Grandi ha focalizzato il suo intervento sulla complessità intrinseca delle crisi migratorie e dei flussi di persone in movimento, esortando la classe politica ad abbandonare la pericolosa semplificazione diagnostica e, conseguentemente, le soluzioni approssimative che ne derivano.
La tendenza a ridurre il fenomeno a una "minaccia" ingovernabile, alimentando paure e pregiudizi, rappresenta, a suo dire, un fallimento etico e giuridico, che non solo ignora le radici profonde delle migrazioni forzate, ma ne aggrava le conseguenze.
La chiusura delle frontiere e la stigmatizzazione dei richiedenti asilo, argomenti ricorrenti in un certo dibattito pubblico, non costituiscono una risposta efficace, ma una fuga in avanti che alimenta disperazione e ulteriori sofferenze.
Il vero impegno, ha sottolineato, richiede una volontà politica ferma e risorse adeguate, entrambe oggi in grave carenza, a testimonianza di scelte prioritarie discutibili.
La Statale, intanto, conferma il proprio impegno attivo nella difesa dei diritti fondamentali, estendendo la propria azione ben oltre le dimensioni puramente accademiche.
L'ateneo ha dimostrato, nei mesi passati, un ruolo significativo a favore della pace e continua a dedicare risorse preziose al sostegno degli studenti provenienti da zone di conflitto, un impegno che la Rettore ha voluto riaffermare con forza.
In particolare, si è concretizzata un'iniziativa volta a supportare gli studenti palestinesi, con l'assegnazione di borse di studio che hanno già beneficiato oltre venti studenti, in attesa di altri dieci.
L'attenzione si è estesa anche alla comunità studentesca iraniana, composta da quasi mille persone tra studenti e dottorandi, profondamente preoccupati per la sorte dei propri cari in un contesto politico sempre più instabile.
L'Università Statale si configura, dunque, non solo come un centro di eccellenza nella ricerca e nell'insegnamento, ma come un baluardo di valori umanitari, un luogo di ascolto e di solidarietà , pronto a offrire rifugio e opportunità a coloro che fuggono da guerre e persecuzioni, incarnando un modello di cittadinanza globale responsabile e consapevole.
L'augurio è che questo impegno possa ispirare altre istituzioni e stimolare un cambio di paradigma nell'approccio alle sfide umanitarie del nostro tempo.