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Viterbo, nuova pietra d'inciampo per Mariano Buratti: memoria e impegno.

Cronaca

Viterbo, nuova pietra d'inciampo per Mariano Buratti: memoria e impegno.

A Viterbo, l'aria di questa mattina si è fatta più densa di significato con l'inaugurazione della Giornata della Memoria, segnata dalla posa di una nuova pietra d'inciampo in via Saffi.
Non un semplice oggetto, ma un frammento di memoria urbanizzata, un monito silenzioso incastonato nel tessuto cittadino, dedicato a Mariano Buratti, figura cardine per la comunità viterbese, finanziere, partigiano e uomo a cui il liceo classico cittadino deve il proprio nome.

La sindaca Chiara Frontini ha sottolineato come queste pietre, sparse nel contesto urbano, siano spazi di sosta obbligata, luoghi di riflessione profonda su una delle pagine più oscure della storia umana, un'atrocità che mette a nudo la capacità di autodistruzione dell'umanità .
L'importanza della presenza giovanile, cosଠnumerosa alla cerimonia, ha risaltato la necessità di perpetuare la memoria attraverso il racconto, affinchà© simili tragedie non si ripetano, alimentando un futuro di consapevolezza e responsabilità .
L'evento ha visto la partecipazione di una vasta rappresentanza istituzionale e associativa: Paolo Bianchini, nipote di Buratti, ha condiviso un ricordo intimo ed evocativo; Elisa Guida, dell'associazione ArteinMemoria, promotrice dell'iniziativa delle pietre d'inciampo; Ugo Pierallini, vicesindaco di Bassano Romano, terra natale di Buratti; Luca Mecchia, Viceprefetto; Carlo Pasquali, Colonnello Comandante della Guardia di Finanza, in segno di riconoscimento del ruolo di Buratti nel corpo; rappresentanti di tutte le forze di polizia e dell'università .
Il racconto di Paolo Bianchini ha offerto una prospettiva toccante e personale.
La sua infanzia, percorsa dall'assenza dello zio, si è materializzata in un ricordo improvviso e fugace: "Lo zio era già entrato nella Resistenza, un partigiano, anche se noi bambini non conosceviamo nemmeno il significato di quella parola.
Per noi era semplicemente lontano a insegnare.
" L'incontro casuale in via Appia Nuova, un breve scambio di sguardi e un gesto affettuoso, un bacio sulla testa, sono diventati simboli di un addio eterno, preludio all'arresto e alla fucilazione che spegnerebbero prematuramente la sua vita.
Quel momento, cristallizzato nella memoria del nipote, testimonia la dedizione di Buratti alla causa della libertà e della giustizia, un sacrificio silenzioso che continua a ispirare le generazioni future.

La pietra d'inciampo non è solo un tributo alla sua memoria, ma un invito a perpetrare i valori che ha incarnato, per costruire una società più giusta e pacifica.