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Pompei Rivelata: Voci Antiche Svelate dalla Tecnologia Digitale

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Pompei Rivelata: Voci Antiche Svelate dalla Tecnologia Digitale

Voci Antiche, Luci Nuove: Pompei Rivelata da una Rivoluzione DigitalePompei, città cristallizzata in un istante di tragedia, continua a svelare i segreti del suo passato.
Oltre le rovine maestose e le storie di vita interrotta dall'eruzione del Vesuvio, si celano messaggi sussurrati dalle pareti, testimonianze spontanee di un popolo che amava, litigava, sognava e invocava la protezione degli dei.
Queste voci, spesso invisibili all'occhio umano per secoli, vengono ora riportate alla luce grazie a un approccio innovativo che fonde archeologia, epigrafia, filologia e digital humanities.
Il progetto “Bruits de Couloir” (Voci di Corridoio), frutto della collaborazione tra l'Università della Sorbonne, l'Università del Quà©bec a Montrà©al e il Parco Archeologico di Pompei, si concentra su un corridoio di passaggio tra l'area dei teatri e la via Stabiana.
Quest'ambiente, frequentato da un pubblico eterogeneo, era una sorta di "bacheca" pubblica dove i passanti lasciavano le proprie tracce: dichiarazioni d'amore appassionate, insulti pungenti, auguri di prosperità , invocazioni divine.

Un esempio eloquente è l'iscrizione che testimonia l'amore tra Methe, schiava di Cominia, originaria di Atella, e Cresto, con l'auspicio che la dea Venere di Pompei li protegga e benedica la loro unione.
La tecnica chiave per la riscoperta di queste iscrizioni è la fotografia computazionale, in particolare la tecnica RTI (Reflectance Transformation Imaging).
Questa metodologia consiste nell'acquisire una serie di immagini dello stesso oggetto illuminato da angolazioni diverse, permettendo di estrarre dettagli altrimenti nascosti dall'usura del tempo, dalla sporcizia e dalle alterazioni chimiche delle superfici.

Il risultato è una straordinaria capacità di "vedere" ciಠche l'occhio nudo non percepisce, come svelare i colori originali di un affresco o far riemergere una scritta quasi cancellata.
Il progetto non si limita alla mera documentazione: l'ambizione è quella di creare una piattaforma 3D integrata che combini fotogrammetria, dati RTI e metadati epigrafici.
Questo strumento innovativo non solo permetterà la visualizzazione congiunta e l'annotazione delle iscrizioni, ma anche la loro analisi contestuale, rivelando legami spaziali e tematici precedentemente inesplorati.

Si tratta di un approccio multidisciplinare che consente di ricostruire il tessuto sociale e culturale dell'antica Pompei con una profondità senza precedenti.
“La tecnologia è la chiave per aprire nuove stanze del mondo antico e raccontarle al pubblico,” ha sottolineato il direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel.
Pompei custodisce oltre 10.000 iscrizioni, un patrimonio inestimabile che richiede un impegno continuo per la sua tutela e valorizzazione.
La realizzazione di una copertura per il corridoio, attualmente in programma, è un passo fondamentale per proteggere gli intonaci e garantire la conservazione a lungo termine di queste preziose testimonianze.
Questa copertura consentirà anche di creare un'esperienza di visita immersiva e interattiva, in cui i visitatori potranno interagire con le iscrizioni e approfondire la loro comprensione della vita pompeiana.
Il futuro di Pompei si scrive non solo tra le pietre, ma anche attraverso il codice e le innovazioni tecnologiche che ne svelano la voce.