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Mascarete a un remo: Venezia celebra la tradizione carnevalesca.
La storica competizione delle mascarete a un remo, un rituale veneziano che affonda le radici nella tradizione carnevalesca, si è rinnovata quest'anno con la quarantesimaquinta edizione, promossa dalla prestigiosa Reale Canottieri Bucintoro.
Lungi dall'essere un semplice evento sportivo, questa gara rappresenta un vivido esempio di come il divertimento popolare si intrecci con la competizione e la preservazione del patrimonio culturale veneziano.
Il Canal Grande, solcato da secoli di navigazione e testimone silenzioso di innumerevoli eventi storici, ha visto impegnati cinque audaci vogatori, ciascuno incarnazione di una Befana con abiti e colori distintivi.
La tenace tramontana, amplificata da una persistente nevischio, ha complicato l'allineamento delle imbarcazioni al momento dello start, mettendo a dura prova la precisione e la capacità di manovra dei partecipanti, particolarmente impegnati nel mantenere la linea retta durante la delicata fase di partenza.
Il percorso, tracciato con rigore e rispetto delle consuetudini, ha visto le mascarete a un remo sfilare sotto l'imponente prospettiva del ponte di Rialto, per poi puntare verso il giro di boa situato nei pressi del rio di San Tomà , a circa cinquecento metri di distanza.
Il ritorno al traguardo, al pontiletto dell'ex Magistrato alle Acque, ha coronato una prova di resistenza fisica e abilità tecnica, eseguita con il fascino unico che caratterizza le tradizioni veneziane.
La vittoria, meritata, è andata a Riccardo Romanelli, soprannominato “San Vio†per la sua costanza e dedizione alla disciplina, che ha condotto la sua mascareta celeste alla conquista del primo posto.
Un riconoscimento che va al di là del semplice risultato sportivo, simboleggiando l'attaccamento alla tradizione, la passione per il remo e l'orgoglio di rappresentare la Reale Canottieri Bucintoro e la città di Venezia.
La competizione, osservata con entusiasmo da un pubblico numeroso e variegato, ha offerto un'immagine suggestiva e autentica della vivacità culturale veneziana, un'esperienza indimenticabile per partecipanti e spettatori, un tesoro da custodire e tramandare alle generazioni future.
Lungi dall'essere un semplice evento sportivo, questa gara rappresenta un vivido esempio di come il divertimento popolare si intrecci con la competizione e la preservazione del patrimonio culturale veneziano.
Il Canal Grande, solcato da secoli di navigazione e testimone silenzioso di innumerevoli eventi storici, ha visto impegnati cinque audaci vogatori, ciascuno incarnazione di una Befana con abiti e colori distintivi.
La tenace tramontana, amplificata da una persistente nevischio, ha complicato l'allineamento delle imbarcazioni al momento dello start, mettendo a dura prova la precisione e la capacità di manovra dei partecipanti, particolarmente impegnati nel mantenere la linea retta durante la delicata fase di partenza.
Il percorso, tracciato con rigore e rispetto delle consuetudini, ha visto le mascarete a un remo sfilare sotto l'imponente prospettiva del ponte di Rialto, per poi puntare verso il giro di boa situato nei pressi del rio di San Tomà , a circa cinquecento metri di distanza.
Il ritorno al traguardo, al pontiletto dell'ex Magistrato alle Acque, ha coronato una prova di resistenza fisica e abilità tecnica, eseguita con il fascino unico che caratterizza le tradizioni veneziane.
La vittoria, meritata, è andata a Riccardo Romanelli, soprannominato “San Vio†per la sua costanza e dedizione alla disciplina, che ha condotto la sua mascareta celeste alla conquista del primo posto.
Un riconoscimento che va al di là del semplice risultato sportivo, simboleggiando l'attaccamento alla tradizione, la passione per il remo e l'orgoglio di rappresentare la Reale Canottieri Bucintoro e la città di Venezia.
La competizione, osservata con entusiasmo da un pubblico numeroso e variegato, ha offerto un'immagine suggestiva e autentica della vivacità culturale veneziana, un'esperienza indimenticabile per partecipanti e spettatori, un tesoro da custodire e tramandare alle generazioni future.