Lombardia
Truffa porta a porta: Smascherata rete criminale per 2,84 milioni
Un'operazione giudiziaria di ampio respiro, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha smascherato un'articolata rete criminale specializzata in truffe porta a porta riguardanti l'installazione di rilevatori di gas.
L'indagine, culminata con l'arrestazione in carcere di un uomo ritenuto l'architetto dell'organizzazione e con un complesso sistema di perquisizioni e sequestri, ha messo a luce un fenomeno di natura strutturata e ramificato che ha colpito un numero significativo di vittime, prevalentemente anziane, in sette regioni italiane.
L'inganno si basava sull'abuso di una presunta obbligatorietà legale per l'installazione di dispositivi di rilevazione gas, una narrazione abilmente confezionata per indurre le vittime a sottoscrivere contratti di acquisto.
Gli indagati, attraverso un approccio aggressivo e manipolatorio, persuadevano gli ignari ignari a spendere cifre esorbitanti, notevolmente superiori ai prezzi di mercato e spesso inglobate in pacchetti di servizi non richiesti o inutili.
L'abilità persuasiva, unita alla vulnerabilità demografica delle vittime, ha permesso alla rete di accumulare un ingente patrimonio, stimato in circa 2,84 milioni di euro.
L'indagine, scaturita da un numero crescente di denunce nel bresciano, ha permesso di ricostruire una struttura organizzativa composta da ben 49 individui.
L'attività criminale non si limitava alla truffa iniziale, ma proseguiva con un sofisticato sistema di riciclaggio dei proventi.
Questo sistema si avvaleva di nove società di comodo, fittiziamente intestate a prestanome, utilizzate per occultare l'origine illecita dei fondi e rendere più difficoltosa la loro rintracciabilità .
La complessità del sistema di riciclaggio evidenzia un'organizzazione ben strutturata e con competenze specialistiche.
Ad oggi sono stati accertati almeno 208 episodi di truffa, una percentuale significativa che rappresenta circa il 18% del fenomeno complessivo analizzato dagli investigatori.
Il sequestro preventivo disposto dal giudice ha colpito i fondi ritenuti proventi di attività illecite, per un valore di svariati milioni di euro, e ulteriori 327.000 euro contestati per riciclaggio.
In precedenza, nel gennaio 2024, era già stata eseguita un'operazione di perquisizioni e sequestri che aveva portato alla confisca di beni per un valore di oltre 70.000 euro, preludio all'attuale azione giudiziaria.
L'operazione in corso sottolinea l'importanza di una vigilanza costante e di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, soprattutto degli anziani, per difendersi da questo genere di truffe sempre più sofisticate.
L'indagine, culminata con l'arrestazione in carcere di un uomo ritenuto l'architetto dell'organizzazione e con un complesso sistema di perquisizioni e sequestri, ha messo a luce un fenomeno di natura strutturata e ramificato che ha colpito un numero significativo di vittime, prevalentemente anziane, in sette regioni italiane.
L'inganno si basava sull'abuso di una presunta obbligatorietà legale per l'installazione di dispositivi di rilevazione gas, una narrazione abilmente confezionata per indurre le vittime a sottoscrivere contratti di acquisto.
Gli indagati, attraverso un approccio aggressivo e manipolatorio, persuadevano gli ignari ignari a spendere cifre esorbitanti, notevolmente superiori ai prezzi di mercato e spesso inglobate in pacchetti di servizi non richiesti o inutili.
L'abilità persuasiva, unita alla vulnerabilità demografica delle vittime, ha permesso alla rete di accumulare un ingente patrimonio, stimato in circa 2,84 milioni di euro.
L'indagine, scaturita da un numero crescente di denunce nel bresciano, ha permesso di ricostruire una struttura organizzativa composta da ben 49 individui.
L'attività criminale non si limitava alla truffa iniziale, ma proseguiva con un sofisticato sistema di riciclaggio dei proventi.
Questo sistema si avvaleva di nove società di comodo, fittiziamente intestate a prestanome, utilizzate per occultare l'origine illecita dei fondi e rendere più difficoltosa la loro rintracciabilità .
La complessità del sistema di riciclaggio evidenzia un'organizzazione ben strutturata e con competenze specialistiche.
Ad oggi sono stati accertati almeno 208 episodi di truffa, una percentuale significativa che rappresenta circa il 18% del fenomeno complessivo analizzato dagli investigatori.
Il sequestro preventivo disposto dal giudice ha colpito i fondi ritenuti proventi di attività illecite, per un valore di svariati milioni di euro, e ulteriori 327.000 euro contestati per riciclaggio.
In precedenza, nel gennaio 2024, era già stata eseguita un'operazione di perquisizioni e sequestri che aveva portato alla confisca di beni per un valore di oltre 70.000 euro, preludio all'attuale azione giudiziaria.
L'operazione in corso sottolinea l'importanza di una vigilanza costante e di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini, soprattutto degli anziani, per difendersi da questo genere di truffe sempre più sofisticate.