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Seregno, estorsione mafiosa: arrestati due sospetti, vittima un commerciante

Lombardia

Seregno, estorsione mafiosa: arrestati due sospetti, vittima un commerciante

L'eco di una minaccia, nata nell'ombra di Seregno, si è infranta sull'indagine dei Carabinieri, culminata nell'arresto di due individui sospettati di aver perpetrato un'estorsione aggravata dal metodo mafioso, un crimine che incrina il tessuto economico e sociale di una comunità .
Al centro della vicenda, un commerciante di orologi di lusso, vittima di un tentativo di sfruttamento finanziario caratterizzato da tassi di interesse usurai e coercizione psicologica.

Le accuse, formulate su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano e convalidate da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, dipingono un quadro inquietante: due uomini, uno dei quali con presunti legami diretti alla Locale di 'ndrangheta operante nel territorio monzese, avrebbero orchestrato un piano volto a estorcere alla vittima una somma di 250.000 euro.
La promessa di un presunto "investimento" si rivelava, in realtà , una trappola complessa, finalizzata a impossessarsi del patrimonio dell'imprenditore attraverso la pressione e la paura.

Il modus operandi, per la sua stessa natura, configura un atto di intimidazione organizzata.

Non si trattava di una semplice estorsione, bensଠdi un'azione premeditata, supportata da una rete di relazioni criminali e dalla presunta forza intimidatoria di un'organizzazione mafiosa.

La vittima, terrorizzata, sarebbe stata costretta a cedere non solo la somma richiesta, ma anche due orologi di pregio, valutati in 50.000 euro, ulteriore prova della spregiudicatezza dei responsabili.

La denuncia, presentata dalla vittima nell'ottobre 2025, rappresenta il punto di svolta dell'indagine.
L'escalation delle minacce, che ha costretto l'uomo a cambiare numero di telefono e a lasciare la propria abitazione, ha fornito agli inquirenti il quadro preciso di un pericolo imminente e di una situazione di estrema vulnerabilità .
L'intervento delle forze dell'ordine si è reso quindi necessario per proteggere la vittima e per disarticolare una possibile ramificazione dell'organizzazione criminale.
L'inchiesta, ancora in corso, mira a ricostruire la rete di complici e a chiarire il ruolo di ciascuno dei soggetti coinvolti.
La gravità dei fatti sottolinea la necessità di un impegno costante nella lotta alla criminalità organizzata, che mira a infiltrarsi nell'economia legale e a minare la fiducia dei cittadini.

L'arresto dei due uomini rappresenta un passo importante, ma non risolutivo, in una battaglia che richiede un'azione sinergica tra istituzioni, forze dell'ordine e società civile.

La protezione delle vittime e la prevenzione di nuovi episodi di estorsione restano priorità imprescindibili.