Cronaca
Tribunale Minorenni Genova: Crisi Imminente, A Rischio i Diritti dei Minori
Il Tribunale per i Minorenni di Genova, fulcro di un'assistenza complessa e delicata per l'intera Liguria e la provincia di Massa Carrara (un territorio che abbraccia oltre due milioni di persone), si trova sull'orlo di una crisi sistemica.
La carenza di personale, lungi dall'essere un mero problema amministrativo, rischia di compromettere irreparabilmente la tutela dei diritti fondamentali dei minori, la sua ragion d'essere.
Questa emergenza, silente ma corrosiva, non si limita all'amministrazione della giustizia, ma investe direttamente le vite di famiglie in difficoltà , di minori vittime di abusi, negligenza o situazioni di grave disagio, coinvolgendo delicate procedure di affidamento, adozione e, nei casi più estremi, l'allontanamento dal nucleo familiare per garantire la loro sicurezza e protezione.
La pianta organica prevista, già insufficiente a fronte delle enormi responsabilità , prevede 28 unità più la dirigente.
Attualmente, il personale operativo si aggira intorno alle sole 18 persone, un numero ulteriormente ridotto dalle inevitabili assenze dovute a maternità , malattie, permessi per l'assistenza a familiari disabili e altre esigenze personali.
L'aggravarsi della situazione è accentuato dalla vacanza di due posti di assistente giudiziario, la cui copertura è rinviata al 2025 e appesa all'esito dei concorsi, attualmente in sospeso.
La prosecuzione delle attività , in questo scenario critico, si basa su soluzioni provvisorie e precarie: tirocinanti universitari non retribuiti, agenti di polizia locale temporaneamente assegnati dal Comune di Genova e richieste di supporto ancora in attesa di risposta dalla Corte d'Appello.
Questo ricorso a figure temporanee e non specializzate non solo compromette la qualità del servizio offerto, ma espone il personale esistente a un carico di lavoro insostenibile, alimentando stress, frustrazione e un progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro.
L'impegno del personale, pur encomiabile, si traduce in un sacrificio continuo, con frequenti rinunce a riposo e ferie, a costo di compromettere il proprio benessere psicofisico.
La situazione attuale non è semplicemente una questione di gestione delle risorse umane, ma una profonda riflessione sulla priorità attribuita alla tutela dei diritti dei minori e sulla necessità di garantire a chi si dedica a questa missione delicata il supporto e le risorse adeguate per svolgere il proprio lavoro in modo efficace e sostenibile nel tempo.
L'inerzia rischia di generare conseguenze gravi e durature, minando la fiducia nel sistema giudiziario e lasciando i minori più vulnerabili senza la protezione a cui hanno diritto.
àˆ urgente un intervento risolutivo che vada oltre le soluzioni di emergenza, investendo in personale qualificato, in formazione continua e in una riorganizzazione del lavoro che valorizzi le competenze e promuova il benessere di chi si dedica quotidianamente alla salvaguardia dell'infanzia e dell'adolescenza.
La carenza di personale, lungi dall'essere un mero problema amministrativo, rischia di compromettere irreparabilmente la tutela dei diritti fondamentali dei minori, la sua ragion d'essere.
Questa emergenza, silente ma corrosiva, non si limita all'amministrazione della giustizia, ma investe direttamente le vite di famiglie in difficoltà , di minori vittime di abusi, negligenza o situazioni di grave disagio, coinvolgendo delicate procedure di affidamento, adozione e, nei casi più estremi, l'allontanamento dal nucleo familiare per garantire la loro sicurezza e protezione.
La pianta organica prevista, già insufficiente a fronte delle enormi responsabilità , prevede 28 unità più la dirigente.
Attualmente, il personale operativo si aggira intorno alle sole 18 persone, un numero ulteriormente ridotto dalle inevitabili assenze dovute a maternità , malattie, permessi per l'assistenza a familiari disabili e altre esigenze personali.
L'aggravarsi della situazione è accentuato dalla vacanza di due posti di assistente giudiziario, la cui copertura è rinviata al 2025 e appesa all'esito dei concorsi, attualmente in sospeso.
La prosecuzione delle attività , in questo scenario critico, si basa su soluzioni provvisorie e precarie: tirocinanti universitari non retribuiti, agenti di polizia locale temporaneamente assegnati dal Comune di Genova e richieste di supporto ancora in attesa di risposta dalla Corte d'Appello.
Questo ricorso a figure temporanee e non specializzate non solo compromette la qualità del servizio offerto, ma espone il personale esistente a un carico di lavoro insostenibile, alimentando stress, frustrazione e un progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro.
L'impegno del personale, pur encomiabile, si traduce in un sacrificio continuo, con frequenti rinunce a riposo e ferie, a costo di compromettere il proprio benessere psicofisico.
La situazione attuale non è semplicemente una questione di gestione delle risorse umane, ma una profonda riflessione sulla priorità attribuita alla tutela dei diritti dei minori e sulla necessità di garantire a chi si dedica a questa missione delicata il supporto e le risorse adeguate per svolgere il proprio lavoro in modo efficace e sostenibile nel tempo.
L'inerzia rischia di generare conseguenze gravi e durature, minando la fiducia nel sistema giudiziario e lasciando i minori più vulnerabili senza la protezione a cui hanno diritto.
àˆ urgente un intervento risolutivo che vada oltre le soluzioni di emergenza, investendo in personale qualificato, in formazione continua e in una riorganizzazione del lavoro che valorizzi le competenze e promuova il benessere di chi si dedica quotidianamente alla salvaguardia dell'infanzia e dell'adolescenza.