Cronaca
Genova e i rifiuti: sfida 2030 e nuovo patto con i cittadini.
La transizione verso un sistema di gestione dei rifiuti circolare rappresenta una sfida strategica di primaria importanza per Genova, un imperativo che si fa ancora più urgente alla luce della data di chiusura prevista per la discarica di Scarpino nel 2030.
Questo obiettivo, sottolineato dall'assessora all'Ambiente, Silvia Pericu, non si configura come una mera operazione di adeguamento, bensଠcome un profondo ripensamento del modello operativo che coinvolge l'intera comunità .
Per troppo tempo, la questione dello smaltimento dei rifiuti è stata relegata a una gestione emergenziale, rimandata e dilazionata nel tempo, con conseguenze tangibili sull'ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini.
L'attuale approccio deve essere radicalmente trasformato, puntando a un'autonomia territoriale nella gestione degli scarti che garantisca sostenibilità ambientale ed economica.
La ricerca di una soluzione definitiva è complessa e sfaccettata.
Sono attualmente in esame diverse opzioni, che vanno dall'installazione di un termovalorizzatore ' una tecnologia che, sebbene ampiamente diffusa in Europa, in Italia ha subito un ritardo nell'adozione ' all'implementazione di impianti intermedi, fino a combinazioni ibride che mirano a ottimizzare l'efficienza e a minimizzare l'impatto ambientale.
La decisione finale dovrà tenere conto della "taglia" e della tipologia di impianto più adatta alle esigenze specifiche del territorio, in sinergia con il piano regionale di gestione dei rifiuti.
L'efficacia del sistema di gestione dei rifiuti è intrinsecamente legata ai risultati ottenuti nella raccolta differenziata.
Come evidenziato dal direttore generale di Amiu, Roberto Spera, la quantità di rifiuti destinati al trattamento finale ' siano essi termovalorizzati o comunque smaltiti ' dipende direttamente dalla capacità di recupero e riciclo dei materiali.
àˆ fondamentale, pertanto, intensificare gli sforzi per massimizzare la quantità di rifiuti differenziati, promuovendo la consapevolezza e la partecipazione attiva dei cittadini.
La decisione di procedere con un termovalorizzatore, sebbene sia una soluzione ormai consolidata in altri Paesi europei, necessita di un'attenta valutazione tecnologica, orientata all'adozione di soluzioni innovative e performanti in grado di garantire un servizio efficiente per i prossimi due decenni.
L'estensione dei tempi per la gara, recentemente richiesta da Amiu, rappresenta un'opportunità preziosa per effettuare analisi tecniche approfondite e ponderate.
La transizione verso un sistema di gestione dei rifiuti circolare non è solo una questione di infrastrutture e tecnologie, ma anche di responsabilità condivisa e di un “nuovo patto sociale†con la cittadinanza.
Un patto che promuova la raccolta differenziata come un dovere civico, un impegno concreto verso la salvaguardia dell'ambiente e la costruzione di un futuro più sostenibile per Genova e per le generazioni a venire.
Questo richiede un cambiamento culturale profondo, un nuovo approccio alla gestione delle risorse che metta al centro la responsabilità collettiva e la consapevolezza dell'impatto delle nostre azioni sull'ambiente.
Questo obiettivo, sottolineato dall'assessora all'Ambiente, Silvia Pericu, non si configura come una mera operazione di adeguamento, bensଠcome un profondo ripensamento del modello operativo che coinvolge l'intera comunità .
Per troppo tempo, la questione dello smaltimento dei rifiuti è stata relegata a una gestione emergenziale, rimandata e dilazionata nel tempo, con conseguenze tangibili sull'ambiente e sulla qualità della vita dei cittadini.
L'attuale approccio deve essere radicalmente trasformato, puntando a un'autonomia territoriale nella gestione degli scarti che garantisca sostenibilità ambientale ed economica.
La ricerca di una soluzione definitiva è complessa e sfaccettata.
Sono attualmente in esame diverse opzioni, che vanno dall'installazione di un termovalorizzatore ' una tecnologia che, sebbene ampiamente diffusa in Europa, in Italia ha subito un ritardo nell'adozione ' all'implementazione di impianti intermedi, fino a combinazioni ibride che mirano a ottimizzare l'efficienza e a minimizzare l'impatto ambientale.
La decisione finale dovrà tenere conto della "taglia" e della tipologia di impianto più adatta alle esigenze specifiche del territorio, in sinergia con il piano regionale di gestione dei rifiuti.
L'efficacia del sistema di gestione dei rifiuti è intrinsecamente legata ai risultati ottenuti nella raccolta differenziata.
Come evidenziato dal direttore generale di Amiu, Roberto Spera, la quantità di rifiuti destinati al trattamento finale ' siano essi termovalorizzati o comunque smaltiti ' dipende direttamente dalla capacità di recupero e riciclo dei materiali.
àˆ fondamentale, pertanto, intensificare gli sforzi per massimizzare la quantità di rifiuti differenziati, promuovendo la consapevolezza e la partecipazione attiva dei cittadini.
La decisione di procedere con un termovalorizzatore, sebbene sia una soluzione ormai consolidata in altri Paesi europei, necessita di un'attenta valutazione tecnologica, orientata all'adozione di soluzioni innovative e performanti in grado di garantire un servizio efficiente per i prossimi due decenni.
L'estensione dei tempi per la gara, recentemente richiesta da Amiu, rappresenta un'opportunità preziosa per effettuare analisi tecniche approfondite e ponderate.
La transizione verso un sistema di gestione dei rifiuti circolare non è solo una questione di infrastrutture e tecnologie, ma anche di responsabilità condivisa e di un “nuovo patto sociale†con la cittadinanza.
Un patto che promuova la raccolta differenziata come un dovere civico, un impegno concreto verso la salvaguardia dell'ambiente e la costruzione di un futuro più sostenibile per Genova e per le generazioni a venire.
Questo richiede un cambiamento culturale profondo, un nuovo approccio alla gestione delle risorse che metta al centro la responsabilità collettiva e la consapevolezza dell'impatto delle nostre azioni sull'ambiente.